Il regista Milani, salvare i cervi in Abruzzo
La gravità della situazione è perfettamente sintetizzata da Riccardo Milani, registra del film “Un mondo a parte”, girato proprio in Abruzzo, non lontano da quei territori in cui si vorrebbe lasciare spazio ai fucili. Un film che sta raccogliendo un grande successo e che rappresenta anche un atto d’amore per la regione, per i suoi abitanti e per la sua natura.
«La percezione netta – dice Milani – è che la questione dell’abbattimento di circa 500 cervi non riguardi solo le Associazioni ambientaliste e animaliste, ma direttamente la gente d’Abruzzo, terra con una storia centenaria di tutela ambientale e faunistica. E che rischi di diventare un provvedimento largamente impopolare sia nel panorama abruzzese che su quello nazionale, creando un grave danno d’immagine, e quindi economico, proprio per la Regione Abruzzo. La sensazione è che qui non ci sia un manipolo di intellettuali, spesso estranei al territorio, che si mobilita ideologicamente per una vaga causa ambientale. E che non sia una questione di schieramenti politici, di destra o sinistra.
Qui c’è la gente d’Abruzzo che si mobilita in difesa del suo territorio che si identifica, ormai anche a livello internazionale, con la fauna protetta, da decenni vero motivo di potente attrazione turistica. E lungi chiunque dall’essere contro gli interessi degli agricoltori che pagherebbero il prezzo più alto per i danni causati dai cervi. Duilio, il ragazzo del mio film “Un mondo a parte”, vuole fare l’agricoltore e vuole restare nella sua terra. Ed è il mestiere che Duilio fa realmente nella vita in un’area, nel cuore del Parco Nazionale d’Abruzzo e Molise, piena di fauna selvatica, cervi compresi. Duilio ha necessità che le sue coltivazioni siano protette adeguatamente con investimenti importanti su dissuasori, recinzioni elettrificate e quant’altro e che i risarcimenti per i danni causati dalla fauna selvatica siano congrui, adeguati e immediati. Duilio è una delle speranze vere di questo territorio. Il presente e il possibile futuro di queste aree interne d’Abruzzo. Dove di fatto già convivono potenti motori economici come l’allevamento, l’agricoltura e il turismo naturalistico. Ma non si può non evidenziare che l’abbattimento di 470 cervi non sarà certo la soluzione dei problemi di Duilio e dell’agricoltura abruzzese. Spero vivamente che il Presidente della Regione Abruzzo, l’On. Marco Marsilio, possa riconsiderare tutta la questione dell’abbattimento di animali diventati ormai simbolo, in Italia e nel Mondo, di questa meravigliosa Regione. Una grande ricchezza etica ed economica. A cui non rinunciare più» conclude Milani.
Un appello accorato e condiviso da migliaia di persone: la petizione on line lanciata pochi giorni fa dal WWF Abruzzo con numerose altre associazioni su change.org/ è già vicina alle 70mila firme.[Fonte:WWF Italia]

Sul caso dei cervi occorre avere il coraggio di dire la verità, anche se scotta.
1. In Abruzzo il cervo è stato introdotto cinquanta anni fa e non rappresenta la fauna tradizionale di questa regione anche se si sta diffondendo a migliaia sulle montagne e frequenta assiduamente molti abitati.
2. Non sarà certo l’abbattimento di poco meno 500 cervi a risolvere i problemi dell’agricoltura abruzzese anche se farà felici molti cacciatori e illuderà gli agricoltori.
3. Può farmi piacere vedere Bambi che bruca l’erba e mangia la frutta nel mio giardino di Villetta Barrea e rendermi conto che i tanti cervi che girano in paese sono una potente attrazione turistica. Ma mi chiedo se sia questa l’immagine di fauna selvatica che va trasmessa soprattutto in un parco. E poi mi accorgo che non mi posso sdraiare sul prato perché è invaso dalle zecche portate proprio dai cervi.
4. Ma il problema più grave è un altro e non se ne parla: il cervo è un fortissimo “concorrente alimentare” dell’orso e del camoscio, che sono le vere specie emblematiche delle montagne abruzzesi e che sono a rischio.
5. La delibera regionale esclude i parchi e le aree contermini dagli abbattimenti: se questa è la prospettiva i parchi diventeranno rifugi ideali per i cervi e così orsi e camosci vedranno segnata la loro sorte.
6. Il problema dei cervi non si risolve né con la demagogia dei provvedimenti né con il pietismo delle petizioni. Occorre affrontarlo con urgenza e su basi rigorosamente scientifiche avvalendosi di strumenti efficaci come l’abbattimento selettivo anche all’interno dei parchi.
7. E’ questa la tecnica in uso in alcuni parchi nei confronti dei cinghiali che si avvale anche di cacciatori adeguatamente formati e controllati, come avviene nei Sibillini oramai da trent’anni con buoni risultati. Ma – come qualcuno ha detto – i cervi sono Bambi e i cinghiali sono brutti e cattivi.
Carlo Albero Graziani
già Presidente del Parco nazionale dei Monti Sibillini