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WWF Italia, rischio disastro ambientale nel santuario dei cetacei

E’ allarme nel santuario dei cetacei di Pelagos. Un semirimorchio-cisterna contenente 28 mila litri di acido solforico è affondato sabato scorso al largo del Mar Ligure, dopo essersi sganciato dalla nave portacontainer Eurocargo Malta, a causa del mare in tempesta. L’incidente è accaduto a 10 miglia dalla costa, proprio nell’area nota come il Santuario dei Cetacei. Quattro i semirimorchi caduti in mare, di cui uno composto da una cisterna che contenente liquido tossico e potenzialmente pericoloso per l’ambiente.

Non risultano per ora sversamenti in mare, ma il fondale del tratto di mare in cui è avvenuto l’incidente è a 900 metri. Ventottomila litri, se diluiti in mare aperto, possono rappresentare una sorta di “bomba ecologica” perché si tratta di un liquido altamente corrosivo e tossico.
L’affondamento di una cisterna contenente acido solforico nel Santuario Pelagos del Mar Ligure rappresenta una minaccia grave per i cetacei. I rischi includono avvelenamento diretto, contaminazione del cibo, stress, disturbo comportamentale e perdita di habitat. Le attività di recupero inoltre potrebbero aumentare il rumore sottomarino, causando ulteriori disturbi ai cetacei che dipendono dalla comunicazione acustica. È cruciale un’azione immediata per prevenire ulteriori danni all’ambiente marino e proteggere la vita dei cetacei nell’area coinvolta.
Problema traffico marittimo nel Mediterraneo

Questa è una delle conseguenze drammatiche provocate del traffico marittimo nel Mediterraneo e in particolare in un’area specialmente protetta come quella di Pelagos. Per il WWF questo episodio mostra ancora una volta quanto sia urgente una pianificazione degli utilizzi dello spazio marittimo che minimizzi gli impatti sugli ecosistemi marini sotto assedio.

La Procura di Genova ha aperto un fascicolo, al momento contro ignoti, in cui si ipotizza il reato di inquinamento ambientale. La nave classe Ro-Ro della compagnia Grimaldi, battente bandiera italiana, lunga 201 mt e larga 26, rileva Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, era partita il 30 novembre da La Valletta (Malta) con un carico di rimorchi, semirimorchi e container. [Fonte:WWF Italia]

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