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Con il Giro d’Italia, alla scoperta delle meraviglie naturali dell’Appennino Lucano

La tappa del Giro d’Italia Diamante – Potenza ha offerto uno spettacolo naturale e sportivo di rara bellezza. Dal Massiccio del Sirino, propaggine meridionale del Parco Nazionale dell’Appennino Lucano Val d’Agri Lagonegrese che raggiunge i 1907 metri s.l.m., si scorge la cima del Monte Papa (2005 metri). Sul monte è presente il Santuario della Madonna della Neve, venerata dai lagonegresi e dagli abitanti della Valle del Noce. Il santuario risale al 1629 e si raggiunge percorrendo un sentiero tra rocce e boschi di faggi.

Grumento Nova, mostra la città osco lucana e poi romana, incastonata nel verde della vegetazione con lo sfondo il Lago del Pertusillo. Dopo il traguardo volante di Viggiano, paese dalla lunghissima tradizione musicale con i costruttori di arpe, nota anche negli Stati Uniti patria del cantante Billie Joe Armstrong della band americana Green Day che ha ricevuto, nel 2018, la cittadinanza onoraria di Viggiano, grazie alla discendenza diretta da trisavoli viggianesi.

Montagna Grande di Viggiano, GPM di 2a categoria, sul crinale orientale dell’alta Val d’Agri, nel punto più alto della tappa. Il Monte di Viggiano (1723 metri) è un massiccio roccioso tra faggi secolari. Sulla cima del monte si trova il Santuario della Madonna del Sacro Monte di Viggiano, patrona della Lucania, con il Monte e la chiesetta omonima del Monte Saraceno di Calvello.

Calvello, paese di origini normanne risalenti all’XI secolo e di cui è nota la produzione di ceramiche artistiche. Inoltrandosi nell’entroterra lucano si giunge poi ad Abriola, che ospita la chiesa dedicata a san Gerardo con all’interno alcuni affreschi del 1566.

Da Abriola  il giro d’Italia La Sellata, GPM di 3a categoria con 1255 metri di elevazione con il monte Volturino (1836 m) e il monte della Madonna di Viggiano (1724 m).

Il percorso continua scendendo verso Pignola, piccolo centro che nonostante le dimensioni ridotte offre una grande varietà di paesaggi: folti boschi, con faggete, castagneti e vaste zone di abeti bianchi e rossi; la piana di Pantano, con prodotti agricoli di gran pregio; il lago, zona umida che da qualche decennio è oasi faunistica gestita dal WWF Italia e nel cui perimetro sverna e nidifica un’avifauna di particolare pregio.

 

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