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Uno studio sulla vulnerabilità delle faggete del sud Italia

Lo studio [ vedi lo studio] valuta la vitalità forestale del faggio in risposta allo stress della siccità esaminando i modelli di crescita storici e recenti in tutta la penisola italiana, con particolare attenzione alle strategie di utilizzo dell’acqua (conservante vs. opportunista) a lungo termine. In secondo luogo, abbiamo testato i segnali di allarme precoce del potenziale dieback degli alberi analizzando i modelli di autocorrelazione e variabilità, come indicatori di resilienza e stabilità ai futuri eventi estremi.

Le popolazioni di faggio – secondo lo studio –  nella distribuzione più meridionale mostrerebbero comportamenti conservativi come strategia di acclimazione. Questo comportamento è caratterizzato dal fatto che i WUE è più sensibile al VPD rispetto a quelli delle regioni settentrionali, riflettendo una riduzione della conduttanza stomatica per mantenere un potenziale idrico minimo di mezzogiorno, e anche un calo della concentrazione intercellulare di CO 2, ma una diminuzione più lentamente del tasso fotosintetico. Sebbene possa verificarsi anche un declino guidato dalla siccità nel tasso fotosintetico, è prevista una limitazione non stomatale nelle popolazioni con comportamenti più opportunistici. Inoltre, ci aspettavamo di trovare diversi gradi di riduzione della crescita come segnale di allarme precoce del rischio di mortalità degli alberi in diversi siti, con i segnali più forti in risposta a gravi eventi di siccità.

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