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Tosco Emiliano, produttori a confronto sui contest del parco

Si avvicina l’attesissima sesta edizione di Dolce&Farina, il prestigioso contest dedicato alla farina di castagne prodotta con il metodo tradizionale tra Emilia e Toscana. Di fatto un evento nazionale dedicato a un alimento dal sapore antico di secoli. Dolce&Farina è la gara tra i produttori di farina di castagne del Parco nazionale dell’Appennino Tosco Emiliano espressione quindi dei quattro territori di Parma, Reggio, Massa Carrara e Lucca.

La manifestazione si terrà venerdì 5 gennaio, alle ore 16, presso la sede dell’ente a Sassalbo di Fivizzano (Massa Carrara), coinvolgendo più di dieci delle aziende vecchie e nuove produttrici di questa pregiata specialità. Una giuria qualificata, composta da esperti del settore come Giuseppe Mignani, Gianluca Testa, Francesca Nobili e Gabriele Arlotti, sarà incaricata di effettuare l’analisi sensoriale dei prodotti delle aziende partecipanti, determinando il vincitore. I lavori proseguiranno quindi con la premiazione delle migliori farine a cura di Luca Martinelli, consigliere del parco nazionale dell’Appennino tosco emiliano. Seguirà la degustazione per il pubblico di diversi piatti a base di farine di castagne prodotte delle aziende in competizione, realizzate dal Ristorante Fiorini di Sassalbo che ha la sua sede all’interno di un castagneto secolare, dal Ristorante Gambin di Podenzana e dai Pattonari di Agnino. La degustazione dei piatti, un mix di antico e moderno, sarà gratuita.

Il direttore del Parco, Giuseppe Vignali, ha sottolineato l’importanza del castagno “che dagli Stati Uniti all’Europa, Cina e Giappone ha accompagnato lo sviluppo delle civiltà più antiche della terra; da noi la sua presenza è intimamente connessa con la cultura delle nostre montagne. La farina, un prodotto un tempo povero, ha permesso alle comunità di sopravvivere ai rigidi inverni d’Appennino”.

“I castagneti occupano quasi il 10% del patrimonio forestale nazionale – aggiunge Luca Martinelli -. Il castagno esprime prodotti di grande qualità e salubrità, ottimi ingredienti per molti piatti della nostra cucina. Soprattutto in una annata difficile come quella attuale, segnata da caldo e siccità, questa manifestazione vuole qualificare e valorizzare sempre di più la farina di castagne realizzata con il metodo tradizionale e sostenere le imprese dell’Appennino che la producono”.

I PRODUTTORI IN GARA
Garfagnana
Agriturismo Il Cilla Giuncugnano
Agriturismo Il Grillo Giuncugnano
Garfagnana Coop
Appennino Parmense
Zammarchi Riccardo, Casarola, Monchio delle Corti
Zammarchi Paolo , Casarola, Monchio delle Corti
Az agricola Ranch Al Cassinel di Branchi Barbara , Monchio delle Corti

Appennino Reggiano
I Briganti di Cerreto, Ventasso
Altimonti, Civago, Villa Minozzo

Lunigiana
Giovanna Zurlo, Fivizzano
Tonelli Mara, Giannarelli Annamaria, Grassi Michela Sassalbo, Fivizzano
Malfanti Francesca, Fivizzano
Az. Agricola La Bucolika, Fivizzano
Salvetti Franca, Regnano Casola Lunigiana
Boschetti Giancarlo, Tavernelle Licciana Nardi

UN PRODOTTO MILLENARIO
La filiera della castagna è un percorso millenario che da sempre lega le comunità d’Appennino alle loro montagne. Il castagno è stato per secoli “l’albero del pane”, ancor prima dell’introduzione della patata dalle Americhe. Per molti piccoli borghi il recupero della castagna, la riaccensione degli essiccatoi e le fasi di produzione della preziosa farina, rappresentano un ritrovato senso di comunità; un lavoro per tutti i mesi autunnali, fino all’inverno, che riporta le persone a stare insieme per un bene che torna ad essere collettivo. L’importanza della farina è tale che il suo valore sociale è tornato anche ad essere economico. Un valore riconosciuto che per molti produttori è anche certificato dalla Dop.

Gabriele Arlotti
Ufficio stampa Parco nazionale Appennino e Riserva di Biosfera #Mab Unesco dell’Appennino tosco-emiliano

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