Presidio di cittadini per salvare il fiume Tara
Non piace ai cittadini il progetto di costruire un dissalatore presso le sorgenti del fiume Tara (Taranto) che dovrebbe, nelle intenzioni di chi lo propone, contribuire ad affrontare i problemi idrici derivanti dalla riduzione della quantità d’acqua presente negli invasi che alimentano il sistema idrico pugliese. Una riduzione causata da una forte diminuzione delle precipitazioni che, a sua volta, è solo uno dei frutti avvelenati della crisi climatica scatenata dall’incremento dell’anidride carbonica presente in atmosfera e di cui l’altra faccia della medaglia è costituita dal moltiplicarsi dei fenomeni intensi, delle bombe d’acqua con cui ormai facciamo periodicamente i conti.
Il fiume Tara, una delle ultime risorse naturali incontaminate del territorio nel Golfo di Taranto, è minacciato da attività che rischiano di comprometterne l’equilibrio ecologico. Questo ecosistema, oltre a rappresentare un patrimonio ambientale unico, è una risorsa vitale per la biodiversità, la qualità dell’acqua e il benessere delle comunità locali.
Per salvare il fiume è stato organizzato un presidio per difendere ciò che ci appartiene e che appartiene alle generazioni future. È un gesto di responsabilità e amore verso la natura, un impegno concreto per chiedere tutele e soluzioni sostenibili.Domenica 5 Gennaio (dalle 10 alle 13)
Il fiume Tara
È la manifestazione di un fenomeno carsico, le acque provenienti dalle Murge pugliesi che affiorano a circa 2 km dal mare, scorrendo sotto terra nel calcare fessurato. Il Tara ha una portata di 3000 litri al secondo con acque limpide e cristalline, quasi costante durante tutto l’anno, così come la sua temperatura che oscilla sempre tra i 13 °C e i 18 °C.
Secondo una leggenda, circa 2000 anni prima della nascita di Cristo, Taras sarebbe giunto con una flotta presso il corso d’acqua, che da lui stesso avrebbe preso il nome. Sempre secondo la leggenda, Taras avrebbe edificato l’odierna città di Taranto che ne prese il nome, prima di scomparire nelle acque del fiume e di essere assunto fra gli eroi dal padre Poseidone.
Nel I secolo a.C. su questo fiume avvenne la riconciliazione tra Ottaviano e Antonio per opera di Ottavia, sorella del primo e moglie del secondo, la quale visse a Taranto dopo essere stata ripudiata da Antonio a favore di Cleopatra, regina d’Egitto. Nel Medioevo le acque del fiume vennero utilizzate dai monaci benedettini e poi olivetani del vicino Monastero di Santa Maria della Giustizia.
