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Lettera aperta dell’IUCN ai Ministri dell’Ambiente

Il direttore generale della IUCN Bruno Oberle ha inviato ai ministri del G20 per l’Ambiente riuniti a Napoli la seguente lettera aperta

Il mondo sta vivendo tempi di grande incertezza e cambiamenti. All’impatto dei mutamenti climatici e della perdita di biodiversità, la pandemia di COVID ha aggiunto nuovi ostacoli da superare collettivamente per le nostre società, economie e sistemi sanitari.

Quest’anno, sotto la Presidenza italiana, il G20 sta concentrando le sue discussioni su tre grandi pilastri d’azione: Persone, Pianeta, Prosperità. La IUCN saluta la leadership italiana e accoglie con favore queste priorità. In preparazione del Vertice dei Capi di Stato del G20 che si terrà a Roma alla fine di ottobre, sono previste diverse riunioni ministeriali.

È con piacere che vi informo che la IUCN ha avuto l’opportunità di parlare alla riunione dei ministri dell’Ambiente del G20 a Napoli, Italia, il 22 luglio. È un onore per me essere invitato a fare questo intervento come Direttore Generale dell’IUCN.

Come si evince dalle ricche discussioni tenute nei gruppi di lavoro e dagli eventi speciali organizzati finora in preparazione dell’incontro di Napoli e contenuti nella bozza del comunicato, c’è un urgente bisogno di un approccio più coordinato per affrontare le crisi globali del clima e della biodiversità. L’urgenza della questione è ulteriormente rafforzata dalle conseguenze in rapida evoluzione della pandemia di COVID-19.

In effetti, i governi stanno rispondendo agli impatti economici del COVID-19 destinando miliardi di dollari a pacchetti di stimolo fiscale e iniziando a sviluppare programmi di ripresa economica a lungo termine. È nostro ruolo, in quanto Unione Mondiale per la Conservazione della Natura nonché soggetto globale preposto a fornire indicazioni per la tutela della biodiversità e alle misure necessarie per salvaguardarla, dimostrare chiaramente alla comunità mondiale che solo investendo nella natura saremo in grado di costruire un futuro migliore.

I piani di alcuni paesi hanno incluso misure di recupero “verdi” attraverso sovvenzioni, prestiti e sgravi fiscali diretti ai trasporti, all’economia circolare e alla ricerca sull’energia pulita. IUCN accoglie con favore questi sforzi, ma conoscendo le profonde interconnessioni tra la perdita di biodiversità e il cambiamento climatico, è necessario che entrambe le sfide vengano affrontate insieme. E’ stato documentato che investire nella conservazione, nel ripristino e nella gestione sostenibile degli ecosistemi mondiali, può contribuire per circa un terzo al fabbisogno necessario per la mitigazione del clima entro il 2030 al fine di limitare il riscaldamento globale al di sotto di 2 gradi C.

Il messaggio di IUCN è molto semplice: adesso è il momento di investire nella natura. L’investimento nella natura è un buon investimento: ripaga a breve e lungo termine.

Gli ecosistemi sani sostengono il 55% del PIL globale e la conservazione e l’uso sostenibile della biodiversità sono alla base dello sviluppo sostenibile; ma la biodiversità, la varietà che sostiene la vita sulla Terra, sta diminuendo a ritmi mai sperimentati prima nella storia umana. È fondamentale che, per rispondere a queste sfide, il G20, che riunisce gran parte della popolazione mondiale e dell’economia globale, aumenti gli sforzi e sia all’altezza del suo ruolo. La IUCN è a disposizione per offrire il suo contributo. Quest’anno vi sono numerose opportunità per un’azione globale multilaterale, il G20 è una di queste e molto importante. La IUCN invita quindi i paesi del G20, e in particolare gli Stati che sono membri dell’IUCN, ad impegnarsi sui seguenti punti: 1. Sostenere l’incremento di attività economiche incentrate sulla natura, sostenendo settori e aziende che si impegnano per risultati positivi per la natura e Nature-based Solutions (NbS), attraverso incentivi, agevolazioni fiscali, supporto di consulenza tecnica e finanza agevolata;

2. Sostenere l’adozione di NbS attraverso le Convenzioni di Rio e altri progetti e politiche globali come gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile;

3. Passare rapidamente a un’economia circolare, massimizzando l’efficienza dell’uso delle materie prime e riducendo al minimo gli sprechi come la plastica, dannosa per la natura;

4. Riorientare i sussidi che danneggiano la biodiversità, come quelli che favoriscono l’espansione incontrollata dell’agricoltura in ecosistemi intatti, che promuovono l’estrazione di combustibili fossili e la costruzione di infrastrutture che distruggono la natura, a sostegno dell’agricoltura rigenerativa, della conservazione dei sistemi naturali e dei mercati che supportano la fornitura di servizi ecosistemici;

5. Riconoscere che gran parte dell’impatto della crisi globale della biodiversità è dovuto al consumo di materie prime al di fuori dei paesi in cui vengono prodotte e valutare e concentrare gli sforzi per ridurre gli impatti della produzione di materie prime nei territori di origine;

6. Garantire che i benefici delle economie nature-based vadano a vantaggio delle comunità locali e delle popolazioni indigene, delle donne e dei giovani, i cui mezzi di sussistenza dipendono dalla natura;

7.Garantire una maggiore valutazione e divulgazione del rischio di impatto sulla biodiversità per gli investimenti nel settore finanziario, basandosi sulle prossime raccomandazioni della task force per la Divulgazione Finanziaria rispettosa della natura;

8. Sfruttare l’importante opportunità presentata dalla COP26 dell’UNFCCC a Glasgow (ospitata dal Regno Unito in collaborazione con l’Italia) per mettere in luce il ruolo fondamentale che le NbS possono svolgere nell’affrontare la crisi climatica, fornendo anche una serie di altri benefici per la imprese al fine di impegnarsi a garantire più alti livelli di azione;

9. Impegnarsi ad adottare e attuare un nuovo ambizioso quadro globale per la biodiversità post-2020 che sia pienamente allineato con l’Agenda per lo sviluppo sostenibile 2030 e la visione di vivere in armonia con la natura entro il 2050; sostenere in particolare gli obiettivi per la protezione dei siti naturali fondamentali per la biodiversità e la riduzione delle minaccia per le specie;

10. Attraverso il Decennio delle Nazioni Unite per il ripristino dell’ecosistema e per far avanzare gli obiettivi delle Convenzioni di Rio e degli SDGs, aumentare immediatamente le azioni per il ripristino degli ecosistemi per invertirne la perdita, e garantire l’integrità e la connessione di tutti gli ecosistemi naturali entro il 2030;

11. Ridurre la pressione sugli ecosistemi naturali e rigenerare la sostenibilità a lungo termine per gli ecosistemi gestiti, al fine di massimizzare il loro contributo alla biodiversità e ai servizi ecosistemici attraverso una pianificazione territoriale integrata che copra almeno il 50% delle aree terrestri, d’acqua dolce e marittime entro il 2030;

12. Invitare tutti gli attori della società, compresi i settori economico e finanziario, a partecipare attivamente a uno sforzo collettivo per imprimere a livello mondiale una traiettoria di trasformazione per costruire una società che, gradualmente ma costantemente, si sviluppi in chiave di sostenibilità, lasciando da parte l’incessante domanda e utilizzo di risorse naturali e combustibili fossili per la crescita. Sono convinto e fiducioso che tutto questo può accadere attraverso l’azione collettiva.

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