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Italia Nostra, revocata delibera regionale pugliese su concessione dune

Rimozione dei vincoli sui cordoni dunali, un provvedimento della Regione Puglia inaccettabile e insostenibile!”.  Con questa frase la Sezione Sud Salento di Italia Nostra aveva stigmatizzato il provvedimento adottato dal Consiglio regionale pugliese lo scorso mese di agosto (qui la news del 28 agosto scorso) per avere concesso l’uso ai privati dei cordoni dunali anche perché in contrasto con gli obblighi di tutela ambientale e paesaggistica a livello nazionale e comunitaria in carico alla Regione.

Concedere i cordoni dunali ai gestori degli stabilimenti balneari, anche per realizzare piattaforme e ristrutturare edifici che insistono su di essi, era stata una disposizione in evidente contrasto con le stesse indicazioni dall’Assessorato al-l’Ambiente in cui evidenziava il danno alle dune per la frequentazione delle persone che ne pregiudica la valenza ambientale e paesaggistica; al contrario l’Assessore al Demanio della Regione Puglia aveva motivato tale scelta dichiarando l’in-capacità e l’impotenza della Regione a tutelare le dune, pur avendone l’obbligo come gestore dei Siti di Interesse Comunitario e dichiarando così che gli Enti preposti sono incapaci di proteggere un bene pubblico essenziale.

L’incapacità, o piuttosto la mancanza di volontà, della Regione di reperire ed utilizzare risorse per la necessaria tutela dei cordoni dunali non risultava – a parere della scrivente Associazione – motivazione valida per approvare tale provvedimento tant’è che seguirono una serie di critiche da parte di altre associazioni, da parte di alcuni ordini professionali e da numerosi esponenti della società civile.

Per tali ragioni la Sezione Sud Salento di Italia Nostra aveva da subito chiesto che il Consiglio regionale tornasse sui suoi passi revocando quel provvedimento e provvedesse ad adottare le necessarie iniziative per tutelare i sistemi dunali della costa pugliese.

Da oggi non sarà più possibile dare in concessione le dune ai privati, grazie ad un emendamento presentato e fortemente sostenuto dal V. Presidente Cristian Casili con cui è stato abrogato l’Art 66 della L R 32/2022.

Ora è compito della Regione, delle Provincie e dei Comuni di attivare una rigorosa ed integrale salvaguardia dei cordoni dunali, di adottare i provvedimenti specifici e dettagliati per evitarne il degrado e utilizzando i finanziamenti a disposizione, tra cui quelli dell’Assessora all’Ambiente della Regione. Ricordiamo che i regolamenti delle Z.S.C. come tra gli altri quello di Alimini, prevedono il divieto di apertura di varchi di passaggio sui cordoni dunali al di fuori delle sentieristica esistente ed il divieto di avvicinamento ai cordoni dunali a meno di 5 metri dal piede della duna, il divieto di modificazioni morfologiche  e la realizzazione di sistemi di protezione dal calpestio con recinzioni  in pali e corde , di cartellonistica informativa e di divieto, sono gli accorgimenti minimi senza i quali  si verificherà un uso sconsiderato delle dune.[Fonte:Italia Nostra]

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