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I Gessi Triassici: da patrimonio mondiale a opportunità

I Gessi Triassici, ora riconosciuti come Patrimonio Mondiale dell’Umanità Unesco nell’ambito del Carsismo e grotte nelle evaporiti dell’Appennino settentrionale, sono anche una opportunità per il territorio. Se ne discute presso il Circolo Acli di Costa de’ Grassi in un incontro pubblico il 15 marzo alle ore 20.30.

“L’incontro – spiegano gli organizzatori – è dedicato proprio alla valorizzazione dei Gessi Triassici, questo straordinario complesso geologico che, nella sua unicità mondiale è sicuramente da proteggere, ma nel contempo offre ai territori una straordinaria leva di promozione culturale e socio-economica”. Tra gli esempi quello del maestoso Monterosso, una formazione di 200 milioni di anni fatta da enormi depositi di solfato di calcio, originati dall’evaporazione di un mare caldo non più esistente (Tetide), nel corso di milioni di anni sollevati dalle forze orogenetiche e scavati dai fiumi e dalle intemperie, assumendo l’aspetto attuale. Qui è possibile trovare, oltre ai gessi, quarzo nero, zolfo e varie concrezioni. Il Monterosso si affaccia sulla sponda sinistra del Secchia e sulla sua sommità. Da Costa de’ Grassi (732 mslm), c’è un osservatorio privilegiato per gli amanti di escursioni (difficoltà media) che consente di ammirare dall’alto di questo monte la valle dei gessi: 9.98 km di percorso ad anello, 437 metri di dislivello.

Oltre a questo, nell’incontro si discuterà anche dei valori civili e culturali dell’Unesco ai fini della trasmissione alle generazioni future del patrimonio culturale e naturale che questa valle e la sua nuova mission contemplano.

L’iniziativa aperta al pubblico è organizzata dal Comune di Castelnovo ne’ Monti in collaborazione con il Parco nazionale Appennino tosco-emiliano. Interverranno, tra gli altri, Giorgio Severi, assessore ai Lavori Pubblici e patrimonio del Comune di Castelnovo ne’ Monti, Alessandra Curotti, geologa, Emanuele Ferrari, vicesindaco del Comune di Castelnovo ne’ Monti, e Fausto Giovanelli, presidente del Parco nazionale Appennino tosco-emiliano.

Gabriele Arlotti
Ufficio stampa Parco nazionale Appennino e Riserva di Biosfera #Mab Unesco dell’Appennino tosco-emiliano

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