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Giornata diversità biologica nel P.N. Appennino Tosco Emiliano

Il 24 maggio in occasione della “Giornata europea dei Parchi 2024”, presso Fonti di Poiano, in Comune di Villa Minozzo, i Carabinieri forestali insieme all’ente Parco nazionale Appennino tosco-emiliano radunano esperti e appassionati per un convegno nel quale si discuterà di azioni concrete per la conservazione e il ripristino della biodiversità.

Il Parco nazionale dell’Appennino, così come i Parchi nazionali italiani esprimono un valore naturalistico e culturale di inestimabile valore. Qui i Carabinieri forestali del reparto Parco effettuano operazioni di polizia e supporto tecnico al Parco nazionale, con la consapevolezza che l’ambiente si difende non solo con l’applicazione rigorosa della legge, ma anche e soprattutto con strumenti del dialogo, della conoscenza e della cultura.
Il convegno dei Carabinieri forestali previsto a Poiano fornirà un’opportunità unica per approfondire le sfide e le soluzioni relative alla conservazione della biodiversità, oltre a incoraggiare la collaborazione e lo scambio di conoscenze tra gli esperti e i partecipanti.

Questo il programma: 9.00-9.30: Registrazione dei partecipanti; 9.30: Saluti e introduzione ai lavori di Elio Ivo Sassi, Sindaco Comune di Villa Minozzo, Fausto Giovanelli, presidente Parco Nazionale dell’Appennino tosco-emiliano, Col. Gaetano Palescandolo, Comandante Regione Cc Forestale Emilia-Romagna; 10.00-10.20: Dott.ssa Alessandra Curotti: Gessi Triassici patrimonio mondiale dell’umanità UNESCO; 10.20-10.40: Dott. Luigi Molinari: Risultati preliminari dell’attività radio-telemetrica di lupi ed ibridi nel territorio della Riserva di Biosfera Appennino Tosco-Emiliano; 10.40-11.00: Dott. Giovanni Carotti/Dott.ssa Margherita Coviello: Monitoraggio e azioni per la conservazione degli insetti impollinatori (Apoidei, Sirfidi e Lepidotteri) nel Parco nazionale dell’Appennino tosco-emiliano; 11.20-11.40: Dott.ssa Maria Chiara Contini/Dott.ssa Arianna Garofolin: Azioni di conservazione del Gambero di fiume nella Riserva di Biosfera Appennino Tosco-Emiliano; 11.40-12.00: Dott.ssa Chiara Zanasi/ Dott. Enrico Fortin: Certificazione di Gestione Forestale Sostenibile e valorizzazione dei Servizi Ecosistemici delle foreste della Riserva di Biosfera Appennino Tosco-Emiliano: i primi risultati; 12.00-12.20: Ten. Col. Adriano Bruni, Reparto Carabinieri Parco nazionale dell’Appennino tosco-emiliano: l’attività del Reparto Carabinieri Parco per la conservazione della Biodiversità nel Parco nazionale dell’Appennino Tosco Emiliano. 12.20-12.45: Dibattito; 12.45: Conclusioni, Barbara Lori, Assessore alla Programmazione territoriale, Edilizia, Politiche abitative, Parchi e forestazione, Pari opportunità, Cooperazione internazionale allo sviluppo della Regione Emilia-Romagna.

Parco Appennino: un terzo della biodiversità dell’Appenino vive qui

Willy Reggioni, coordinatore dei progetti scientifici sulla biodiversità del Parco nazionale dell’Appennino tosco-emiliano, ricorda la complessità del monitorare e valutare la biodiversità all’interno dell’area protetta. “Un buon metro per misurare la biodiversità di un parco è quello di contare le specie presenti nel suo territorio. Conoscere le specie presenti richiede tuttavia un lavoro lungo e complesso e grandissima professionalità”. Afferma Reggioni: “pensate semplicemente a quanto sia complicato classificare gli insetti, che rappresentano un gruppo di specie numerosissimo con funzioni importantissime per gli ecosistemi. Pensate al servizio ecosistemico dell’impollinazione entomofila”. L’esperto porta esempi significativi della ricchezza biologica del Parco nazionale dell’Appennino tosco-emiliano, sottolineando che ” “il Parco nazionale ospita una varietà impressionante di specie. In un’area di poco più di 26.000 ettari sono presenti il 36% dei mammiferi, il 43% degli uccelli e il 37% degli anfibi presenti in Italia”.
Alcune specie risultato di straordinaria importanza conservazionistica, perché a rischio di estinzione o semplicemente perché rare o minacciate, altre perché si trovano ai limiti del loro areale di distribuzione e altre ancora perché presenti qui e in nessuna altra parte del modo. Tutte però importanti all’interno degli ecosistemi in cui si trovano. Sono importanti proprio tutte, anche quelle che ci piacciono di meno come ad esempio l’Osmoderma eremita, un coleottero utilissimo agli ecosistemi forestali, che tuttavia potrebbe essere facilmente scambiato per uno “scarafaggio” e come tale essere trattato dalla maggior parte di noi semplicemente perché non lo sappiamo riconoscere e perché non ne conosciamo il suo ruolo ecologico. Ci sono molte specie di insetti rare o addirittura in via di estinzione che non solo concorrono alla biodiversità mondiale alla stessa stregua del Panda gigante, ma che svolgono funzioni ecologiche di straordinario valore come ad esempio l’impollinazione. Peccato che nessuno si strapperà i capelli se la perdessimo entro i prossimi dieci anni per gli effetti del cambiamento climatico”.
La flora merita sicuramente un discorso a parte, anche perché l’Appennino è ricchissimo di specie. Ogni volta che i botanici indagano il territorio del Parco scoprono specie nuove, o meglio specie delle quali non se ne conosceva la presenza. Molti sono gli endemismi: la primula appenninica, si trova solamente in questa porzione di Appennino e in nessun’altra parte del mondo. Stessa cosa per la bellissima Vicia del Cusna col suo fiore violetto a campanula.

Gabriele Arlotti
Ufficio stampa Parco nazionale Appennino e Riserva di Biosfera #Mab Unesco dell’Appennino tosco-emiliano

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