Ambiente Parchi Primo Piano

Foreste Casentinesi, on line il numero della rivista “Crinali”

Un numero che vuole raccontare i numerosi progetti che L’Ente Parco in quest’ultimo anno ha realizzato. A partire dalla massima certificazione per la qualità ambientale: la “Green list” della IUCN, il più autorevole organismo scientifico internazionale che si occupa di conservazione della natura. L’istituzione svizzera ha conferito ad oggi il “Nobel” solo a 59 aree protette del mondo su 200.000. Sapevamo di potercela fare e questo ha motivato uno sforzo straordinario.

La strategia dell’UE sulla biodiversità per il 2030, che traguarda a quell’anno il raggiungimento dell’obiettivo del 30% del territorio continentale protetto, fornisce come standard di riferimento proprio i parametri che il nostro Parco ha visto riconosciuti lo scorso anno.

Nel corso del 2021 abbiamo ospitato il verificatore di Europarc per il rinnovo della CETS, un altro degli standard qualitativi attraverso cui l’area protetta ha voluto nuovamente mettersi alla prova.

Lo scorso anno si è avviata anche la collaborazione con l’associazione “La grande via”, di Enrica Bortolotti e Franco Berrino – già direttore del dipartimento di Medicina preventiva e predittiva dell’Istituto nazionale dei tumori di Milano, in un progetto apripista in Italia per la verifica scientifica dei benefici delle foreste (il “forest bathing”) sulla salute dell’uomo. Abbassamento dei picchi di pressione sanguigna, riduzione del cortisolo, aumento della serotonina, decremento degli effetti negativi dello stress di chi vi si immerge: gli ambienti del Parco nazionale, particolarmente evoluti e strutturati, hanno rappresentato il luogo ottimale per sperimentare i “bagni di foresta”. Il lavoro che si sta concludendo permetterà di fornire riscontro scientifico di tale “immersione”.

Il Parco è stato anche lo scenario di una inaspettata scoperta: l’erede dell’Avez del Prinzep, di Longarone, che era l’abete bianco più alto d’Italia, crollato alcuni anni fa durante una tempesta. Guidati da frate Valerio, che aveva condotto le prime ricerche, i componenti della spedizione della /Giant trees foundation/ si sono arrampicati fino in cima al Gigante della Verna: l’esemplare è risultato essere alto 51,85 metri ed è così il nuovo albero autoctono più alto d’Italia, il quarto dopo le douglasie e le sequoie americane a rapido accrescimento.

Molto importanti sono anche i lavori realizzati nei centri visita di Premilcuore, Bagno di Romagna e Santa Sofia, e la consegna di un nuovo lotto del “Sentiero del lupo” di Moggiona. Quest’ultimo rappresenta la scommessa sulla valorizzazione turistica dell’affascinante predatore che più simboleggia abilità, fedeltà e intelligenza, da affiancare al progetto per ridurre il suo impatto sulle attività economiche.

Ma non va dimenticato anche l’impegno a favore delle nuove generazioni: i tirocini, i dottorati, le borse di studio, il volontariato, l’educazione ambientale… Poi, come se non bastasse, la sicurezza, la sentieristica, i progetti Life, il lavoro etnografico sui “Popoli del Parco”, le strutture didattico informative, la ricerca scientifica…

Il tutto in un anno, segnato dall’epidemia Covid, che ha fatto registrare numeri di visitatori impressionanti, comprovato il valore ecosistemico straordinario del Parco e confermato il suo ruolo come rifugio di bellezza e benessere a servizio di tutti [Fonte: P.N. Foreste Casentinesi].

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Buona lettura!

Chi fosse interessato ad averne una copia cartacea può trovarlo presso le sedi del Parco e presso le nostre strutture informative.

 

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