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Foreste Casentinesi, il recupero della trota mediterranea

A partire dalla metà del secolo scorso, in buona parte del territorio nazionale, sono state purtroppo immesse a fini pescasportivi massive quantità di trota del ceppo atlantico, non autoctono dei nostri torrenti. Il Parco perciò svolge da svariato tempo attività per il recupero della specie autoctona, ovvero la trota mediterranea, negli ultimi anni grazie al progetto LIFE Streams.

Il progetto LIFE STREAMS “Salmo ceTtii REcovery Actions in Mediterranean Streams” – LIFE18 NAT/IT/000931 ha come obiettivo principale il recupero della trota mediterranea nativa in 6 aree pilota del territorio italiano, attraverso la progettazione e l’adozione di azioni concrete e coordinate di conservazione. Le 6 aree pilota sono localizzate in Sardegna e nelle aree protette del Parco Nazionale della Majella, Parco Regionale di Montemarcello-Magra-Vara, Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna, Parco Nazionale dei Monti Sibillini e Parco Nazionale del Pollino. Il progetto, inoltre, si propone di sviluppare una strategia globale ad ampio raggio per recuperare e migliorare lo stato di conservazione della specie non solo nelle aree di progetto, ma anche nelle cosiddette “aree di trasferibilità”, presenti sia della nostra Penisola che in altre aree protette europee.

Come ogni anno, nelle Foreste Casentinesi si svolgono nel periodo invernale le operazioni di riproduzione presso l’incubatoio di Premilcuore (FC), struttura appositamente riattivata grazie al finanziamento del Parco e all’impegno del Comune. L’incubatoio si compone di una parte interna detta avannotteria, ricavata dal recupero del locale dell’ex vivaio forestale, e di una parte esterna recintata nella quale sono presenti 2 vasche in cui si trovano i riproduttori selezionati.

Generalmente i mesi di gennaio e febbraio sono dedicati alla fase di “spremitura” delle trote adulte presso l’incubatoio, ovvero l’operazione di manipolazione (del tutto innocua per gli animali) che si effettua sulle femmine mature per accompagnare l’uscita delle uova e sui maschi per ottenere liquido seminale maschile. Negli ultimi anni tuttavia, a causa del riscaldamento globale e dalle temperature anomale invernali dell’acqua presso l’incubatoio, il periodo riproduttivo è slittato progressivamente in avanti fino al mese di marzo, creando talvolta problemi di maturazione delle uova e delle femmine. Questo aspetto non ha sempre consentito di portare a termine con successo le operazioni di riproduzione, ma nonostante questo la piccola produzione dell’impianto di Premilcuore è tutt’ora di fondamentale importanza per portare avanti il progetto di recupero della specie.

Dalle uova embrionate nasceranno infatti le piccole trote, che saranno utilizzate per le semine dei torrenti del Parco. In questa, come in tutte le altre operazioni, è fondamentale il lavoro dell’ittiologo e dei tecnici del Parco oltre che dei volontari delle Associazioni Sportive di Pesca (Sezioni di Forlì-Cesena di AICS e FIPSAS, Tre Ponti Alto Bidente, Alto Savio e Alto Rabbi) e dei suoi collaboratori e del Comune di Premilcuore.[Fonte:P.N. Foreste Casentinesi]

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