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Foreste Casentinesi, due nuove orchidee nel parco

Si può affermare con certezza che gli ultimi due anni sono stati di grande importanza per la ricerca orchidologica nel Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna. Dal 2020 sono iniziate le ricerche in campo per la redazione dell’Atlante delle orchidee spontanee del Parco, attività realizzata nell’ambito della borsa di studio dedicata a Pietro Zangheri. Nel 2021, inoltre, si è svolto il primo corso introduttivo alle Orchidee Spontanee del Parco, organizzato in collaborazione con il Museo di Ecologia di Meldola che cura la supervisione scientifica del Giardino Botanico di Valbonella di Corniolo (Santa Sofia, FC), e riconosciuto dal G.I.R.O.S. e dall’Associazione Italiana Guide Ambientali Escursionistiche (AIGAE). Il corso ha permesso di formare aspiranti ‘cacciatori di orchidee’ che hanno contribuito con tantissime osservazioni a definire la distribuzione nel Parco delle orchidee, dalle specie più comuni alle più rare.

Dal punto di vista floristico, le altre attività di ricerca, oltre ad individuare un numero elevato di nuove stazioni di presenza e confermare quelle storiche, hanno portato alla scoperta di due nuove specie mai segnalate nel territorio del Parco:

Anacamptis berica Doro, 2020 è una specie di recente descrizione, il cui areale è ancora in fase di studio, che abitualmente inizia a fiorire circa 15 giorni prima di Anacamptis pyramidalis (nel Parco circa verso fine maggio). Tra queste due specie molto simili si rileva un periodo di fioritura, caratteri morfologici e preferenza di habitat diversi, nonché l’esistenza di una efficace barriera genetica poiché eventuali ibridi risultano sterili. Morfologicamente A. berica, risulta avere piante mediamente più piccole, infiorescenza più grande, ovoidale, meno fiori ma più grandi di colore con tonalità molto marcate (rosa intenso-varie tonalità di porpora-magenta), sperone più lungo rispetto A. pyramidalis.

Ophrys minipassionis Romolini & Soca 2011 è una specie di recente descrizione il cui areale è ancora in fase di studio: attualmente la sua distribuzione va dall’Emilia-Romagna fino a Lazio, Molise e Puglia. Vegeta in prati e garighe piuttosto aridi, in boschi di quercia molto luminosi e pinete, pascoli ricolonizzati da arbusti e margini stradali aridi e sfalciati. Nel territorio del Parco sono state censite 10 stazioni in tutti e tre i versanti. Per confusione con la più comune Ophrys classica, passa spesso inosservata: la si distingue da quest’ultima per i fiori più piccoli, con un labello globoso e in genere privo di protuberanze (gibbe), convesso e con folta pelosità chiara al margine. Inoltre, varia anche l’epoca di fioritura: O. minipassionis è tardiva rispetto a O. classica che troviamo in piena fioritura alle quote minori del Parco già dai primi di aprile, mentre per O. minipassionis bisogna attendere l’arrivo di maggio.

Il ritrovamento di queste due specie in molteplici stazioni all’interno e nelle immediate vicinanze del Parco rappresenta una scoperta di notevole interesse floristico. Il numero delle Orchidaceae attualmente segnalate sale a 49 specie.

Antonio Pica, Paolo Laghi [fonte: P.N. Foreste Casentinesi]

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