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Federparchi, taglio fondi ai parchi: dov’è la svolta green?

“I fondi già stanziati per il programma “Parchi per il Clima” e nella disponibilità del ministero del Ministero della transizione ecologica, (circa 80 milioni di €) sono stati improvvisamente dirottati nel fondo destinato al contenimento degli aumenti delle bollette energetiche.

Colpo di scena clamoroso e doloroso per i parchi nazionali e le aree marine protette, in prima fila nella battaglia per la tutela della biodiversità e della sostenibilità, e un clamoroso paradosso per cui fondi destinati al contenimento dei mutamenti climatici verrebbero dirottati a sostegno dei combustibili fossili, che sono la causa dell’incremento del prezzo dell’energia.

Vi è inoltre un secondo aspetto di tutto rilievo. Per la prima volta il Ministero si era mosso con largo anticipo, coinvolgendo ed attivando gli enti parco e le aree marine protette. Il primo giugno si è svolta una riunione plenaria che di fatto aveva tracciato le linee di intervento per il 2021 per le azioni di contrasto ai cambiamenti climatici nelle aree protette. Da quella data, per un mese, amministratori e tecnici dei parchi hanno lavorato per preparare documenti e schede, sono stati incontrati amministratori locali, associazioni, esperti.

E ora, con un colpo di spugna improvviso viene cancellato tutto. Il decreto è del 30 Giugno e, sinceramente, non sappiamo come interpretare le dichiarazioni che il ministro Cingolani ha rilasciato alla “Stampa” uscita il successivo 1 Luglio: «Dovremo far pagare molto la CO2 con conseguenze, ad esempio, sulla bolletta energetica».

La domanda è: il ministro non lo sapeva che il giorno prima con un decreto il governo aveva fatto l’esatto contrario e che quindi la sua opinione non aveva avuto nessuna influenza?

Nel PNRR il governo ha destinato lo 0,04% dei fondi per aree protette e biodiversità, ignorando completamente le indicazioni dell’Unione europea nella strategia per la biodiversità 2030.

Abbiamo registrato nei giorni scorsi l’ennesima apertura di una procedura d’infrazione in campo ambientale ed in particolare sulla biodiversità, relativamente ad inadempienze inerenti la direttiva “habitat”.

In conclusione se questo governo ritiene che aree protette e biodiversità siano materie irrilevanti per l’Italia e che dalla mattina alla sera si può cancellare uno stanziamento di 80 milioni destinato al contenimento delle emissioni per favorire l’utilizzo di fonti fossili, di quale transizione ecologica parliamo?”

Giunta esecutiva di Federparchi

One Reply to “Federparchi, taglio fondi ai parchi: dov’è la svolta green?

  1. Le bollette sono care in quanto devono sussidiare eolico e fotovoltaico, il GSE gestisce la componente A3 che cuba circa 16 miliardi all’anno prelevati dalle suddette. Il problema è che un ecologista razionale e non corrotto punterebbe su alberi e natura anziche su fotovoltaico. Pochi sanno che il fotovoltaico ha un parametro importante detto ERoEI (Energy Return over Energy Investment) che è di fatto subunitario, ovvero nel suo ciclo di vita consuma più energia di quanta ne produca, inoltre il sussidio pagato ad esso contiene l’energia incorporata degli italiani che lavorano, producono e pagano le tasse, aggravando ulteriormente e drasticamente il bilancio energetico. La questione è talmente pesante che potrebbe essere affrontata legalmente con le nuove norme sul disastro ambientale dove il taglio ai parchi è l’ennesima riprova. Se si vuole preparare una class action con perizie sono personalmente disponibile ad aiutare.

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