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P.N. Aspromonte: si estende l’areale di diffusione del gufo reale

Aumenta il numero di territori occupati dal Gufo reale scoperti nelle aree indagate all’interno del Parco, si accumulano informazioni sulla dieta e sulla biologia riproduttiva, emergono alcuni importanti fattori limitanti e preferenze ambientali. Anche se al momento non è possibile stimare il trend di questa nuova popolazione italiana di Gufo reale, risulta ormai chiaro che siamo di fronte a una situazione stabile e vitale, anche se vulnerabile.

Sono informazioni fondamentali quelle che il Parco Nazionale dell’Aspromonte riesce a raccogliere, costantemente, dallo studio sull’ecologia e la distribuzione del Gufo reale Bubo bubo nel Parco Nazionale d’Aspromonte, avviato alla fine del 2015 in sinergia con Federparchi Europarc Italia e l’Istituto Centrale del Credito Cooperativo (Iccrea-Banca) e che continua grazie alla ferma volontà del Parco di approfondire studi e ricerche su una delle specie più rilevanti nella conservazione della natura, visto il ruolo di superpredatore, di “specie ombrello” e “specie bandiera”.

Il Gufo reale in passato ha pagato un pesante tributo a causa della persecuzione diretta. Gli abbattimenti e la distruzione dei nidi avevano relegato il gufo più grande del mondo a vivere nelle zone più remote d’Europa. Ma alla fine del secolo scorso la specie ha conosciuto una nuova “rinascita” in molti paesi dell’Europa occidentale, grazie a nuove norme e programmi sulla protezione degli uccelli da preda.

Eppure è stato ampiamente dimostrato che questi uccelli sono tutt’altro che immuni alle crescenti modifiche che l’uomo apporta all’ambiente in cui vive: linee elettriche, strade a scorrimento veloce e linee ferroviarie, bracconaggio, uso di biocidi, anche una semplice recinzione può essere letale per questo sovrano della notte.

Ma a dispetto delle minacce che normalmente accompagnano l’antropizzazione delle aree naturali e seminaturali, il Gufo reale ha dimostrato di potere adattarsi a vivere al fianco degli esseri umani, riuscendoci anche in alcune grandi città e perfino in distretti industriali. Tuttavia sono rari i casi in cui le popolazioni di Gufo reale raggiungono densità molto elevate e ciò avviene esclusivamente ove climi favorevoli e abbondanza di prede lo consentano.

Anche in Italia recentemente è stata dimostrata una crescita ma limitatamente ad alcune provincie del settentrione. Purtroppo bisogna prendere atto del fatto che, nonostante l’importanza globale della specie, il suo vero stato di conservazione su scala nazionale non è ancora determinabile. Questo accade in parte a causa del gap di ricerche tra i settori alpini (maggiormente investigati) e quelli appenninici, in parte perché il Gufo reale non è semplice da ricercare e ancora meno lo sono le sue abitudini locali.

Essendo un animale territoriale e attivo prevalentemente di notte, le indagini rivolte a rilevarne la presenza fanno perno soprattutto sull’attività canora degli individui, con tutte le difficoltà dei casi.

Lungo l’Appennino e più in generale nelle regioni centro-meridionali, dove le densità raggiunte sono notoriamente più basse che nelle Prealpi, le attività territoriali dei Gufi reali sono certamente ridotte ed è ragionevole pensare che il numero di coppie sia in conseguenza sottostimato.

Solo attraverso monitoraggi intensivi e continuativi sarà possibile nel prossimo futuro avere un’idea più chiara in merito.

Il Parco Nazionale d’Aspromonte ha messo in campo le forze per colmare questa carenza di ricerche nei propri ambiti territoriali e le novità emergono di anno in anno.[Fonte: P.N.Aspromonte]

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