RIETI: NO A TERMINILLO SUPERSKI, APPELLO ASSOCIAZIONI

29 luglio 2009 Natura

terminilloIl CAI Lazio e Umbria, ANISA Ass. Naz. Insegnanti Storia dell’Arte, FIE Federazione Italiana Escursionismo, Legambiente, Italia Nostra, Mountain Wilderness, UISP Lega montagna, WWF, Associazione Stefano Zavka, si sono ritrovate al Terminillo, presso il Rifugio “Angelo Sebastiani”. Guidati proprio dal CAI di Rieti, più di 200 escursionisti di età compresa tra i 5 e gli 88 anni, dal Lazio, dall’Abruzzo, dall’Umbria si sono incamminati lungo il sentiero 404, per apprezzare sul campo il valore ambientale del Terminillo, raccogliere firme per la creazione del Parco Regionale e saperne di più del “Terminillo Superski”. Nell’appello inviato alla Provincia di Rieti e alla Regione Lazio si chiede infatti di produrre i necessari studi di fattibilità e le analisi di impatto e di incidenza ambientale, per poter valutare il progetto sotto il profilo tecnico. Nell’appello, tuttavia, si ribadisce che la sostenibilità di questo “Terminillo superski” appare, dai pochi numeri noti, improbabile, prima di tutto sotto il profilo economico e finanziario; perciò si propone un’inversione di tendenza con la creazione di un Parco Regionale e la modernizzazione degli impianti di risalita esistenti e/o già dismessi. Il cartello delle Associazioni è consapevole che le popolazioni montane di questo territorio aspettano e meritano un vero piano di rilancio economico: non siamo del fronte del “no” a tutti costi, ma siamo convinti che “come e dove” e “fare insieme” siano le sole soluzioni di rilancio per un progetto integrato, che diversifichi l’offerta turistica per un futuro davvero sostenibile e duraturo, affinché servizi e attività non si riducano ai soli impianti sciistici per le poche settimane all’anno in cui c’è la neve e la possibilità di sciare (in pista… perché gli scialpinisti sanno bene quali magnifiche opportunità il Terminillo offra a chi non usa impianti di risalita e piste battute). Con la realizzazione di questo “superski” il paesaggio montano resterà deturpato e desolante quando la neve non lo ricoprirà, cioè molti mesi all’anno. Con grave danno per lo sviluppo del turismo “slow”, dei camminatori, di chi contempla orizzonti e panorami, di chi apprezza il perfetto equilibrio tra paesaggio integro e la cultura, gli eventi di qualità, la storia, i sapori locali. Insomma di chi cerca ancora autentici aspetti di “Bell’Italia” che purtroppo vengono erosi da interventi speculativi e quant’altro. Oggi i maggiori centri turistici delle Alpi cercano di differenziare l’offerta, per destagionalizzare i flussi turistici e avere visitatori anche durante l’estate e l’autunno. Lo sci di pista non basta più, nemmeno sulle Dolomiti, diventate patrimonio UNESCO, e gli operatori e le amministrazioni locali cercano di trattenere i turisti più a lungo e durante tutto l’anno, puntando sull’offerta integrata di tutte le risorse del territorio: beni ambientali e artistici, molta eno-gastronomia, termalismo, manifestazioni storiche, folkloristiche e culturali, eventi, attività sportive plein-air, e così via. È la strada maestra da percorrere, a maggior ragione sull’Appennino: era solo il 2007 quando i comuni del Terminillo reclamavano il riconoscimento dello stato di calamità naturale per mancanza di neve e chiedevano sussidi per gli operatori colpiti dal fallimento della stagione sciistica. Altre iniziative, in particolare per promuovere l’istituzione del Parco Naturale del Terminillo, sono previste per i mesi che verranno. Il Cartello delle Associazioni. RIETI (UnoNotizie.it)

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