Anche la Basilicata fa parte della rete di monitoraggio della “moria di api”

31 maggio 2009 Ambiente

apeAnche la Basilicata è entrata a far parte di “Apenet”, la rete di monitoraggio nazionale che controlla l’andamento del fenomeno della “moria delle api” e cerca di chiarirne le cause. Ad occuparsene, d’intesa con il Dipartimento Agricoltura della Regione Basilicata, sarà l’Alsia, l’Agenzia Lucana di Sviluppo e di Innovazione in Agricoltura, attraverso il proprio Servizio di Difesa Integrata.
Apenet è un progetto promosso dal Ministero delle Politiche agricole, che vede coinvolte tutte le regioni italiane con lo scopo di perfezionare la ricerca scientifica in apicoltura e approfondire i principali fattori di rischio per gli allevamenti. Tra i rischi, i nicotinoidi contenuti in alcuni agrofarmaci, ritenuti da molti come la maggiore causa della moria delle api, vera decimazione delle famiglie di api che – lo ricordiamo – tra il 2007 e il 2008 ha portato alla scomparsa del 20-30% della popolazione apistica nazionale. Tecnici dell’Agenzia effettueranno allora rilievi sistematici e valutazioni qualitative su 5 stazioni di alveari, in altrettante zone di interesse agricolo e apistico: Materano, Metapontino, Potentino, Val d’Agri e Vulture. Le rilevazioni saranno effettuate in quattro distinti momenti dell’anno, con strumenti e metodi uguali per tutte le regioni italiane secondo il protocollo previsto dal progetto.
Gli apiari per il momento oggetto di osservazione sono quelli delle stazioni del servizio di Biomonitoraggio, con cui l’Alsia già controlla sul territorio regionale, attraverso le analisi sulla mortalità delle api, il corretto uso di fitofarmaci per il rispetto della buona pratica agricola.
I risultati del monitoraggio nazionale saranno pubblicati periodicamente sul sito www.reterurale.it, nella sezione dedicata ad Apenet, dove tutti gli interessati (apicoltori, agricoltori, associazioni di consumatori e cittadini) potranno tenersi informati e scambiarsi opinioni nel forum di discussione.

Se l’ape scomparisse dalla faccia della terra, all’uomo non resterebbe che quattro anni di vita
Albert Einstein

Condividi questo articolo su:
Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+Share on TumblrShare on LinkedInDigg thisPin on Pinterest


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

© 2015-2016 Notizie dai Parchi