Nuovo pozzo petrolifero Monte Alpi, la Ola chiede la procedura VIA

26 maggio 2009 Ambiente

In relazione all’Avviso Pubblico pubblicato sul BUR Basilicata n. 24 del 16 Maggio 2009, proposto dall’ENI, avente oggetto “procedura di verifica di assoggettabilità ai sensi dell’art.20 del D.lgs n. 54/2008 e della L.R. 47/1998 per l’esclusione dalla procedura di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) del progetto tramite “Side–Track” (binario di raccordo) del Pozzo Monte Alpi 3 OR A, sito nel Comune di Viggiano (PZ)”, con il montaggio dell’impianto di perforazione sul pozzo Monte Alpi 3 DIR e la chiusura della parte bassa del pozzo e conseguente realizzazione del “pozzo Monte Alpi 3 OR A”, la OLA (Organizzazione Lucana Ambientalista) – Coordinamento apartitico territoriale di Associazioni, Comitati, Movimenti e Cittadini – ha chiesto alla Regione Basilicata l’annullamento della richiesta dell’ENI – di esclusione VIA delle opere di cui trattasi – assoggettando, invece, il progetto a verifica VIA di cui la Legge Regionale n.47 del 1998. Infatti, secondo la OLA, la normativa regionale vigente – ed in particolare la Legge Regionale n.47 del 1998 (allegato A) prevede, contrariamente a quanto richiesto dall’ENI ed accolto dalla Regione, che vengano sottoposte a valutazione tutti i “progetti relativi alle attività ed agli impianti per la coltivazione di idrocarburi in terra ferma” tra cui rientra, certamente, il progetto di cui trattasi. Nel caso specifico, la richiesta ENI per il “Pozzo Monte Alpi 3 DIR” si riferisce ad un pozzo già assoggettato a tale procedura VIA per il quale si ritiene non possano applicarsi i contenuti dell’art. 20 comma 5 (verifica di assoggettabilità) di cui il Decreto Legislativo 16 Gennaio 2008, n.4, in quanto la perforazione del nuovo pozzo “Monte Alpi 3 OR A” implicherebbe, invece, ai sensi dei commi 4 e 6 dell’articolo 20 del Decreto Legislativo citato, “possibili effetti negativi apprezzabili sull’ambiente”. La richiesta generica da parte di ENI dell’applicazione dell’articolo 20 del D.lgs 4/2008 accolta dalla Regione Basilicata non tiene conto, quindi, della Legge Regionale n.47 del 1998 che assoggetta tale opera a “verifica ambientale” (allegato A). A parere della OLA la procedura seguita esclude, inoltre, la possibilità di esecuzione di nuove analisi di impatto ambientale sul complesso sistema di pozzi, oleodotti ed impianti petroliferi che possono incidere significativamente sulla qualità delle acque delle falde appartenenti al complesso sistema idrico della Val d’Agri che vede presente – a poche centinaia di metri – l’invaso del Pertusillo, il quale – oltre a costituire un SIC ZPS inserito in area 1 del Parco Nazionale Appennino Lucano Val d’Agri-Lagonegrese – garantisce l’approviggionamento idrico della Basilicata e della Puglia. La partecipazione del pubblico verrebbe in questo modo penalizzata in merito alle opere da autorizzare. In caso di mancato accoglimento delle osservazioni prodotte, la OLA ha chiesto alla Regione l’applicazione delle procedure di Valutazione d’Incidenza ai sensi delle normative vigenti, essendo evidente l’implicazione del progetto ENI con le aree della Rete Ecologica Natura 2000 inseriti nell’area protetta nazionale.  Alla luce della recente discussione del Disegno di Legge n. 1195, l’esclusione dalla VIA richiesta dall’ENI ed accolta dalla Regione Basilicata per il “pozzo Monte Alpi 3 OR A”, si configurerebbe come una ulteriore spoliazione dei controlli e delle verifiche da parte degli Enti territoriali, della stessa Regione e dei pareri da parte dell’Ente Gestore dell’area protetta, con il rischio di instaurare prassi procedurali in contrasto con le normative vigenti.

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