Il parco nazionale del Cilento – Vallo di Diano non diventi “terra di nessuno”

15 aprile 2015 faunaParchi

cervo-e-lupoInterviene l’Associazione “Lupi dell’Appennino” che segnala la grave situazione gestionale del parco nazionale Cilento Vallo di Diano: “Il giorno 11 aprile 2015 – scrive l’Associazione – alle pendici del Monte Cervati alcuni escursionisti si imbattevano in un giovane cervo stremato, vedi foto allegate, inseguito da una muta di cani da caccia. Fortunatamente gli escursionisti riuscivano a mettere in fuga i cani pericolosamente troppo vicini al Cervo, salvandolo da una sicura aggressione; l’episodio era segnalato dagli stessi escursionisti su Facebook.

Ricordiamo che la specie cervo, insieme al capriolo, è stata meritoriamente introdotta dallo stesso Ente Parco negli ultimi anni, visto che queste due specie erano ormai estinte da tempo nell’intera area. Quest’ultimo episodio allunga sempre più la lista di danni alla fauna selvatica di questo Parco, ciò è dovuto, a nostro avviso, perché questo territorio protetto, è percepito da bracconieri e vandali come terra di nessuno; infatti sempre più numerosi sono gli episodi di vandalismo non puniti; ad esempio ricordiamo che nel febbraio 2015 in due settimane sono stati uccisi un esemplare di lupo a Sanza, un cinghiale a Ottati e un cavallo a Monte San Giacomo, per motivi ancora sconosciuti.

Progetti roboanti, inutili e costosi, come la realizzazione di nuove strade all’interno del Parco (ad es. la famosa strada del Parco), a fronte di una rete stradale fatiscente e dissestata; e l’allucinante progetto, fortunatamente ancora non realizzato e che speriamo mai lo sarà, di villaggio invernale con relative piste da sci e impianti di risalita in area A (Riserva naturale, quindi massima protezione) del monte Cervati nel Comune di Piaggine, stanno snaturando l’essenza stessa del concetto di Area Protetta.

L’Associazione I Lupi dell’Appennino nel ribadire il concetto che il territorio del Cilento, Vallo di Diano e Alburni è stato riconosciuto e inserito nell’elenco dei Siti italiani tra le 194 aree italiane naturali, quale Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO, fa appello agli Enti Locali e in particolare all’Ente Parco Nazionale, che si blocchi il degrado di questo scrigno di Biodiversità, auspicando una veloce risoluzione per la nomina del nuovo Presidente e del nuovo Consiglio Direttivo la cui assenza ha di fatto creato una situazione di stallo delle attività di gestione del territorio proprie dell’Ente stesso.

Per I Lupi dell’Appennino
Achille Cristiani

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