Grifoni e Capovaccai nel parco dell’Appennino Lucano

12 agosto 2014 faunaParchi

grifonicapI siti di riproduzione, monitorati in modo volontario dai naturalisti del WWF Val d’Agri, del Centro Studi Naturalistici Nyctalus di San Martino d’Agri e dello Studio Naturalistico Milvus di Pignola hanno consentito di accertare la presenza di due nidi di grifone ed uno di capovaccaio. Per i grifoni, dopo il fallimento del tentativo di riproduzione del 2012, si tratta della prima riproduzione accertata in Basilicata negli ultimi cento anni e rappresenta un successo per il progetto di reintroduzione avviato dal Parco del Pollino in considerazione del fatto che le osservazioni hanno permesso di individuare in soggetti rilasciati sul Pollino le coppie che si sono insediate e riprodotte sull’Appennino Lucano.
Le osservazioni condotte hanno consentito di accertare come i singoli componenti delle coppie nidificanti in Val d’Agri si alimentano regolarmente e a turno sul carnaio del Pollino in un andirivieni tra il sito riproduttivo in Val d’Agri ed il sito di alimentazione nel Pollino a dimostrazione che per questi uccelli, il territorio delle due aree protette nazionali, rappresenti un’unica area in cui alimentarsi e riprodursi.
Relativamente al capovaccaio si è potuto constatare la presenza nel nido di un giovane ed il monitoraggio condotto dai naturalisti consentirà di seguirne il prossimo involo. La situazione del capovaccaio in Italia è sempre più a rischio con meno di 10 coppie nidificanti in Italia e con il Parco dell’Appennino Lucano che risulta essere l’unico Parco Nazionale Italiano con la presenza accertata di una coppia nidificante.
La presenza di questa rara specie fa sì che il Parco assuma un ruolo primario di responsabilità per la messa in atto delle strategie di conservazione per questa specie come previsto dal Piano d’Azione Nazionale.
Grande soddisfazione è stata espressa dal Presidente del Parco, Ing. Domenico Totaro, “la presenza consolidata di queste specie rare fa capire l’importanza strategica del nostro Parco nella tutela della biodiversità italiana e spinge il Parco ad adottare misure idonee per la loro conservazione. La collaborazione tra i Parchi Nazionali dell’Appennino Lucano e del Pollino, che insieme ai naturalisti stanno seguendo le nidificazioni di queste specie, è solo il primo passo messo in campo dall’ente per consentire la conservazione del capovaccaio e del grifone. Il Parco è infatti all’opera per trovare le giuste misure che consentano a queste specie di avere un futuro sempre più roseo sul territorio regionale e nazionale.
Sulla base di quanto detto posso affermare che gli Uffici del Parco, insieme al Centro Studi Naturalistici Nyctalus di San Martino d’Agri, che ha già condotto uno studio di fattibilità per la realizzazione di un carnaio, già sottoposto al parere dell’ISPRA, stanno valutando le modalità d’intervento per la sua realizzazione, al fine di assicurare risorse alimentari adeguate e controllate per grifone e capovaccaio.”

A cura di
Ufficio Natura Parco Appennino Lucano

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parco appennino lucano


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