No alle trivellazioni petrolifere nel parco del Curone (Lecco)

15 maggio 2009 Parchi

parco-del-curone4Il consigliere regionale Carlo Sperafico (PD) Interviene sulle ricerche petrolifere nel Parco regionale Valle del Curone. “L’ipotesi di cui si parla in questi giorni sui giornali di possibili perforazioni alla ricerca di gas o petrolio nel Parco del Curone – ribadisce Sperafico -è semplicemente demenziale, perché è costruita su supposizioni di natura empirica, mai discusse e spiegate a nessuna amministrazione locale. E non tiene conto che il Parco del Curone è un ecosistema che è assolutamente indispensabile difendere perché rappresenta l’unica spina verde di collegamento tra l’area metropolitana e il Parco delle Grigne, quindi le Alpi Orobiche. Immaginare di intervenire in un sistema così delicato per sostenere un’ipotesi di ricerca, è contrario a ogni logica economica oltre che di buon senso. Se Governo e Regione Lombardia consentissero una cosa del genere andrebbero contro gli interessi non solo delle popolazioni locali, ma anche di qualunque programma di rilancio del turismo, su cui si stanno investendo moltissime iniziative in questa area. Invece di buttar via soldi per fare inutili ricerche, bisogna investire intanto per una rete distributiva di carburanti alternativi a quelli tradizionali, benzina e gasolio, come Gpl e metano, da cui invece la provincia di Lecco è praticamente esclusa e penalizzata dal recente piano approvato dalla maggioranza in Consiglio regionale. Quello che ci serve in questi territori è puntare sulla produzione di energia alternativa al nostro petrolio ed è rappresentata dalla possibilità di produrre etanolo e idrogeno da biomassa. Quindi se il Governo vuole aiutare la produzione di energia, investa su questo. E Regione Lombardia, anziché chiacchierare tanto a proposito di progetti, investa per sostenere la ricerca che in Lombardia in questo settore è avanzatissima e già è in condizioni di proporre impianti operativi. Tre anni fa ho proposto in un apposito convegno a Suello di impiantare nel nostro territorio un centro di produzione sperimentale di queste nuove forme di energia, recuperando appunto gli scarti prodotti dall’umido urbano, dall’agricoltura e dalla pulizia dei boschi. Non serve investire in nuove perforazioni, serve investire in nuove tecnologie e noi in Lombardia siamo in grado di farlo. Per questa ragione ho proposto alla IV Commissione consiliare Attività produttive di sviluppare una ricerca da concludersi entro il prossimo autunno per testare la possibilità di realizzare in tempi rapidi un impianto alimentato da queste materie prime. Il nostro petrolio deriva dal nostro territorio, dalla sua pulizia e manutenzione”.

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