ll burocrate, l’estremista e il fannullone

18 agosto 2012 faunaParchi

logo394Riportiamo quanto inviatoci dall’Associazione 394, dal suo presidente Elio Tompetrini sulla situazione esistente al parco nazionale Foreste Casentinesi. Una situazione che la nostra redazione registra anche presso altri parchi nazionali ed aree protette italiane, richiamando la necessità di rilanciarne il ruolo e soprattutto le funzioni a livello di Paese che tutela davvero i parchi. Ecco l’intervento del presidente Tompetrini che ringraziamo: “Luoghi comuni e  solite accuse nel Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterone e Campigna, dove sono apparsi nei giorni scorsi alcuni cartelli, (riportato dalla stampa locale) “Referendum fuori dal parco, ascoltate i cervi e i residenti no ….”, e ancora “Parco=degrado”. Nell’articolo si parla anche, ovviamente, dei funzionari burocrati. La strategia di denigrazione dell’agire amministrativo, portata avanti soprattutto negli ultimi anni, sta dando i suoi frutti.  Così la pubblica amministrazione  diventa simbolo di spreco. Sempre e comunque. Il funzionario pubblico un burocrate, sempre e comunque (oltre che fannullone, ovviamente). Burocrazia e legalità. Si è andata affermando una confusione tra i due termini e concetti.  In effetti, il nostro sistema giuridico è oramai caratterizzato da un tale  intreccio di norme,  spesso  in contrasto tra loro e di difficile interpretazione e applicazione, a causa dei numerosissimi interventi per lo più di tipo frammentario e disorganico. Basti pensare che quest’anno sono già stati emanati 95 decreti legge; solo il codice dei contratti e il suo regolamento attuativo superano i 600 articoli. E ogni giorno, o quasi, vi è una “piccola” modifica. Districarsi diventa difficile anche per lo specialista, figuriamoci per “il buon padre di famiglia”.

Ma che necessità c’è di tante norme?

Pare proprio che si sia  incrinato il  rapporto di  fiducia tra l’operato amministrativo e lo Stato stesso  (“padre” dell’amministrazione pubblica). Così si continuano ad emanare leggi e leggine, che non fanno altro che porre barriere tra la pubblica amministrazione, i funzionari e il cittadino.

Da un lato, quindi, la produzione di leggi per “controllare” l’agire amministrativo che si riverbera inevitabilmente sull’efficienza della pubblica amministrazione, che il cittadino chiama “burocrazia”. Ciò giustifica  la  produzione di altrettante leggi per “semplificare” l’agire amministrativo, che lascia credere al cittadino che lo Stato vuole abbattere la “burocrazia”.

Il funzionario pubblico, nel suo difficile ruolo di interprete del diritto vivete, diventa facilmente, agli occhi del cittadino, “il burocrate” nell’accezione negativa del termine.

Così chiedere il rispetto di una norma è legalità, ma ti chiamano burocrate.  Se poi lavori in un Parco, allora sei anche un estremista.

Etichettature che nei Parchi trovano terreno fertile,  già contaminati dai noti luoghi comuni, come “I parchi tutelano gli animali e non l’uomo”, “i parchi sono calati dall’alto” e “lanciano vipere dagli elicotteri” e così via. Luoghi comuni,  riproposti periodicamente, in genere quando gli enti gestori non fanno che perseguire, ma guarda un po’, gli obiettivi istituzionali e fanno rispettare, ancora più strano, leggi e accordi. E’ una cultura che nasce spesso dalla cattiva fede, dal voler mantenere alto il livello dello scontro (parchi= cattivi e vessatori / popolazioni locali= ingessati e martoriati)

Ci torna in mente  il libro di Tullio Berlenghi, “Come difendersi dagli ambientalisti”, che con umorismo riporta le argomentazioni paradossali usate da chi la pensa proprio in quel modo.  Ma nel caso emblematico del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi purtroppo, non è umorismo, non è un libro e non è affatto divertente!

16/8/2012 – www.associazione394.it

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parco nazionale foreste Casentinesi


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