Lontra morta nel parco dell’Appennino Lucano

3 marzo 2012 Ambientefauna

lontra-0075-01Nella giornata del 26 febbraio 2012 nel Parco Nazionale dell’Appennino Lucano Val D’Agri Lagonegrese, in località Galaino, alcuni cittadini hanno trovato una lontra morta e hanno così informato i volontari Legambiente. Nonostante il Corpo Forestale dello Stato sia stato immediatamente allertato dalle strutture locali dell’associazione, quando si è recato sul posto, dopo alcuni giorni, la lontra purtroppo non c’era più, probabilmente preda di qualche altro animale.
Non è certo il primo caso – spiega un comunicato di Legambiente Basilicata – in cui esemplari di questo animale vengono trovati morti in Basilicata, regione del Sud Italia in cui le popolazioni di lontra costituiscono una porzione essenziale per la conservazione della specie nell’intero territorio nazionale.
Sebbene nella maggior parte dei casi l’animale viene ucciso dall’impatto con autovetture in transito, questa volta è stato ritrovato nel suo ambiente naturale lontano dalla rete viaria.
Per meglio risalire con precisione alle cause della morte e monitorare la specie seguendo le evoluzioni genetiche in corso, è quindi sempre necessario – come in questo caso – recuperare le carcasse.
La lontra, tra le specie particolarmente protette, è un importante indicatore della qualità delle acque e dei bacini idrografici. La sua presenza nei fiumi lucani, compresi quelli della Val d’Agri, è dunque un buon segnale per la salute del nostro territorio. Tuttavia, lo stato e la dinamica di queste popolazioni, le caratteristiche ambientali, il peso dei fattori di rischio ambientali ed antropici sono ancora poco conosciuti.
Il ritrovamento di un esemplare morto deve indurre tutti quanti hanno a cuore le sorti di questa delicata specie a individuare una strategia comune e condivisa di intervento, per raccordare le azioni di tutela da intraprendere.
È quindi auspicabile una maggiore collaborazione tra associazioni, Corpo Forestale, Ente Parco e tutti gli enti coinvolti. In particolar modo è necessario che ci sia un maggior coordinamento per il recupero delle carcasse, per poter accertare con sicurezza la causa della morte ed elaborare così dati e informazioni più specifiche finalizzate alla prevenzione e alla salvaguardia della specie. Si andrebbe così anche ad arricchire il lavoro che la Regione Basilicata sta realizzando in collaborazione con l’ISPRA proprio sulla caratterizzazione genetica e sulla consistenza delle popolazioni di lontra presenti in Basilicata”.

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