Vigilanza a rischio nel parco nazionale della Sila

3 agosto 2011 AmbienteParchi

cfsLa Federazione Nazionale del Corpo Forestale dello Stato – UGL sede di Catanzaro interviene sulla grave situazione in cui é costretto ad operare il Corpo Forestale dello Stato, in particolare nel Parco Nazionale della Sila che oltre a mettere in discussione l’azione di vigilanza, potrebbe rappresentare un pericoloso precedente, proprio mentre i parchi subiscono un assalto senza precedenti all’integrità del territorio e dell’ambiente. La nota CTA (Coordinamento Territoriale Ambiente) del Parco della Sila  conferma la difficoltà (se non impossibilità) del CFS di  poter continuare a svolgere l’azione di controllo e tutela delle aree protette, come previsto  dalla legge quadro 394/91. Ecco la nota pervenutaci: ” Questa Segreteria, con il presente Comunicato, intende portare a conoscenza della pubblica opinione, la realtà in cui è costretto ad operare il personale del Corpo Forestale dello Stato che lavora nei Comandi Stazione e negli Uffici del Coordinamento Territoriale del CFS per l’Ambiente per il Parco Nazionale della Sila, con il fine istituzionale, dettato da specifiche norme nazionali (Legge 394/1991 – Legge Quadro sulle Aree Protette), diretto a garantire la sorveglianza all’interno dell’area protetta.

Quanto con il presente si vuole portare a conoscenza, discende dal dato di fatto che, oramai, da più anni, la Direzione Parco denigra il personale ed il funzionamento degli Uffici del Corpo Forestale dello Stato che operano per la salvaguardia dell’area protetta, con l’assoluta inadeguatezza dei fondi economici che l’Ente ha l’obbligo normativo di mettere a disposizione in seno all’istituito Coordinamento Territoriale del Corpo Forestale dello Stato per l’Ambiente per il Parco Nazionale della Sila.

Le suddette risorse economiche, previste dal DPCM del 05/07/2002, sono di natura obbligatoria e servono a garantire il normale svolgimento dei compiti e delle funzioni, assegnati dalla legge, per la salvaguardia dell’area protetta e per il potenziamento delle strutture e delle dotazioni, ovvero:

-Art. 2 DPCM 05/07/2002 “per il trattamento economico di missione e lavoro straordinario del personale del Corpo forestale dello Stato; per la ulteriore formazione specifica del medesimo personale;
– per il funzionamento, manutenzione e potenziamento dei mezzi necessari per la sorveglianza, compresi i reparti a cavallo;
relativi alla manutenzione, ordinaria e straordinaria, degli immobili adibiti a sede degli uffici del coordinamento territoriale posti all’interno del perimetro del parco e, nel caso in cui non sia possibile l’utilizzazione di immobili collocati nel perimetro del parco, graveranno sui bilanci degli enti parco gli oneri relativi alla manutenzione, ordinaria e straordinaria, degli immobili situati all’esterno del territorio del parco e destinati esclusivamente a sede degli uffici del coordinamento territoriale.

Gli enti parco doteranno il personale del Corpo Forestale dello Stato che opera presso il coordinamento territoriale per l’ambiente di attrezzature speciali per lo svolgimento dei compiti di cui all’art. 2 del presente decreto, conformi alle tipologie adottate dal Dette risorse economiche vengono calcolate sulla base di un Piano Operativo che tiene conto delle necessità a cui dover fare fronte per il raggiungimento delle finalità connesse ai compiti di sorveglianza affidati.

Orbene, il suddetto Piano Operativo è stato sempre umiliato da parte dell’Ente Parco. Umiliato in quanto Piano Operativo che non garantisce, appunto, neanche la copertura delle spese fisse necessarie al funzionamento minimo delle strutture (luce, telefono, ecc..), risorse economiche che non coprono tutte le spese del carburante necessario a far muovere gli automezzi di servizio utilizzati per la sorveglianza, figuriamoci il potenziamento; mancanza di strumentazione necessaria ai compiti d’istituto svolti, (pc, stampanti, fax, carta ecc.), strutture, quasi tutte poste a quote altimetriche elevate, non adeguatamente dotate, con opportuni lavori, dei necessari interventi atti a renderle più vivibili e confortevoli (basterebbe ben poco).

Come tutti gli anni, a fronte delle ragionevoli richieste formulate con l’approntamento del Piano Operativo da parte del Coordinatore del CTA della Sila, ovvero il documento con la quale vengono previste le somme necessarie per il funzionamento del CTA e dei Comandi Stazioni da esso dipendenti per l’espletamento della sorveglianza e dei compiti assegnati, pari, per il 2011, ad € 235.000,00, anche quest’anno vi è stata l’ennesima umiliazione da parte della direzione del parco. Quest’anno, invece dei soliti ed insufficenti 55.000/60.000 euro, ha dotato il CTA, per “garantire” il necessario funzionamento e svolgimento dei compiti istituzionali assegnati, di € 40.000, cosi’ ripartiti (vedi Determina Ente Parco n° 91 del 06.04.2011):

-manutenzione automezzi €. 9.000,00: € 334 ad automezzo (per manutenzione ordinaria, cambio gomme, pastiglie freno,ecc…, di 27 automezzi);
– acquisto carburante €. 9.000,00: € 28 al mese ad automezzo ovvero due/tre uscite al mese;
– oneri per prestazioni lavoro straordinario €. 500,00: 6 minuti e 6 secondi al mese di straordinario pro capite, un’ora e 13 minuti all’anno;
– oneri per indennità di missioni €. 8.000,00; circa € 19,60 al mese pro capite;
– spese per utenze varie (energia, elettrica, telefono, acqua,riscaldamento, RSU, pulizia locali, ect.) € 8.000,00: € 667 annue ad ufficio, 2 Coordinamenti Territoriali e 11 Comandi Stazione = € 51.30 al mese ad ufficio per pagare: luce, telefono, acqua, spazzatura, riscaldamento, pulizia locali e, ta ta ta taaaaa……. anche ECCETERA;
– spese per cancelleria e altro materiale di consumo: €. 500,00: 38,00 euro all’anno ad ufficio, 3,16 euro al mese, mezza risma di carta e una penna per ogni ufficio;
– spese per arredo Comandi Stazione €. 500,00: € 38 ad ufficio;
– spese per acquisto apparecchiature informatiche €. 500,00; come sopra
– spese per fìtto locali per rimessa automezzi di servizio C.T.A €.4.000,00;

Sembrano del tutto inutili ulteriori commenti in merito quando, gli altri CTA presenti in Regione, come altresì certamente gli altri nel resto d’Italia, si vedono riconosciute ben più sostanziose e necessarie somme che, si rammenta, sono di natura obbligatoria (vedi CTA POLLINO € 360.000,00, vedi CTA ASPROMONTE € 160.000). A titolo di esempio, al CTA del Pollino in un mese gli viene stanziata la somma che viene data al CTA della Sila in un anno.

Eppure i fondi provengono dal medesimo Ministero. Le carenze economiche lamentate dalla Direzione Parco dovrebbero essere comuni a tutti gli Enti Parco?

A dimostrazione della inadeguatezza dei fondi messi a disposizione, non siamo neanche a metà anno, l’Ente Parco comunica che gli stanziamenti relativi alla manutenzione automezzi sono esauriti e, pertanto, i necessari interventi di manutenzione, riparazione, e sostituzione di parti usurabili, ad esempio i pneumatici, le pastiglie dei freni, ecc…, non sono più possibili fino al prossimo anno. Alla luce di ciò è chiaro che, inevitabilmente, si dovrà procedere, con i disservizi che da ciò è causa, al fermo di quegli automezzi che necessitano di tali interventi, proprio all’inizio della prossima stagione AIB (Anti Incendio Boschivo), ed all’inizio della stagione di massima frequentazione dell’area Parco da parte dei visitatori, ovvero in quel periodo in cui necessita di maggiore azione di sorveglianza.

Sembrano superflui alla luce di quanto sopra ulteriori commenti in merito, i numeri parlano da soli. Quello che si vuole evidenziare è che, da tale incomprensibile comportamento, le conseguenze maggiori le subisce il personale del Corpo Forestale dello Stato che è costretto ha lavorare nella più assoluta insicurezza e, di più, la splendida ed unica natura di questa nostra Calabria.[Corpo Forestale dello Stato – Recapito postale 88054 Sersale – tel 335.79.10.864 EMAIL: gianfranco.gentile68@alice.it]

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parco nazionale della Sila


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