Un grillaio da Matera nidifica in Emilia Romagna

25 maggio 2011 faunaNatura

grillaio-foto-matteo-viscegliaGrazie al lavoro di inanellamento scientifico che da alcuni anni viene effettuato dal personale e collaboratori del Centro Provinciale Recupero Rapaci istituito dalla Provincia di Matera nella Riserva Naturale di San Giuliano è stato possibile aggiungere un importante dato allo stato delle conoscenze sulla dispersione e sulla migrazione dei falchi grillai lucani. Come noto le più popolose colonie d’Italia sono localizzate in Basilicata e Puglia ma da alcuni anni, in un circoscritta area della pianura padana in provincia di Parma, è stata scoperta un  piccola colonia di grillaio formata di circa 15-20 coppie. Nell’ambito di un monitoraggio della specie condotto da ricercatori della LIPU che lavorano al Progetto LIFE   ”Pianura parmense” coordinato dalla Provincia di Parma è stato osservato un esemplare femmina inanellato. Grazie ad approfondite osservazioni e fotodocumentazione del fotografo Michele Mendi è stato possibile leggere il codice dell’anello per poi cercare di ricostruire la storia di quell’individuo. Il Responsabile del Centro Recupero  Matteo Visceglia dichiara: “siamo stati immediatamente contattati dalla LIPU per sapere se quel codice potesse appartenere ad uno dei numerosi grillai che stiamo inanellando da alcuni anni con il supporto dell’inanellatore Egidio Mallia. Ebbene, è stata grande la sopresa quando, scorrendo i dati dei nostri registri,  abbiamo scoperto che quel grillaio era stato da noi inanellato a Montescaglioso in un nido dell’Abbazia di San Michele Arcangelo, imponente struttura ideale per la nidificazione di questa specie. Il grillaio era un piccolo di circa 1 mese di età ed ancora incapace di volare. La sua presenza quest’anno in provincia di Parma ci dice tante cose ma soprattutto comincia a far luce sul fatto che le nostre colonie meridionali, abbastanza solide e ben distribuite nelle aree adatte, rappresentano un serbatoio importantissimo per incrementare la biodiversità in altre aree d’Italia, ove le condizioni ambientali sono idonee per le esigenze trofiche e riproduttive della specie.  Grazie al Progetto LIFE Natura  “Rapaci Lucani” che è stato coordinato tra il 2006 e il 2009  dalla Provincia di Matera è stato possibile rendere operativo da qualche anno  un Centro che si occupa prevalentemente di Recupero e tutela del falco grillaio oltre a svolgere importanti iniziative di studio, informazione, divulgazione sull’importanza a livello internazionale delle nostre colonie urbane di grillai. Non ci stancheremo mai di spiegare a tutti che il grillaio è anche una grande risorsa ed opportunità per una corretta e sostenibile valorizzazione dei nostri centri storici e delle campagne circostanti, fondamentali per la conservazione di questa specie.

L’attività del Centro Recupero Rapaci viene condotta dal 2006 grazie ad un iniziale impulso garantito da finanziamenti  del Progetto Life Natura “Rapaci Lucani”.  Attualmente la struttura è gestita dalla società De Rerum Natura in collaborazione della Provincia di Matera. A contribuire al mantenimento del centro e delle altre attività di tutela dei rapaci si ricorda l’associazione ALTURA (Associazione per la Tutela dei Rapaci e dei loro Ambienti).
Ogni anno il Centro accoglie oltre 200 animali, gran parte dei quali appartenenti a specie particolarmente protette come grillai, gufi, civette, barbagianni, assioli, poiane, nibbi reali, nibbi bruni, falchi pellegrini, falchi pecchiaioli e numerose altre.
La collaborazione del veterinario dott. Vito Tralli e della dott.ssa Olimpia Lai si rivela fondamentale per garantire assistenza agli esemplari ferito o in difficoltà. Circa il 70 per cento degli animali, dopo un incessante lavoro di assistenza e cure che a volte dura anche mesi, ritrova la libertà spesso sotto gli occhi di turisti adulti e bambini o di intere scolaresche interessati a conoscere questa particolare attività di tutela della Natura e della Biodiversità. Nei prossimi giorni alcuni falchi saranno rimessi in libertà proprio presso l’abbazia di Montescaglioso. Il Responsabile del Centro Matteo Visceglia aggiunge: “Ci auguriamo che il supporto  degli Enti e delle Istituzioni preposte alla tutela  della fauna protetta possa essere più adeguato rispetto alle risorse impegnate quest’anno. L’ enorme mole di lavoro necessario a garantire ogni giorno dell’anno tutti gli interventi e l’assistenza necessari richiedono una maggiore attenzione sia da parte del pubblico che del privato per non lasciare in grandi difficoltà operative una struttura che contribuisce attivamente allo sviluppo di una cultura naturalistica del nostro territorio necessaria in un quadro di valorizzazione turistica ed ambientale dei centri storici della provincia di Matera.

Il ruolo del Centro Recupero è fondamentale anche per gli importanti risvolti didattici e di sensibilizzazione nei confronti dei cittadini e delle scuole. Non a caso spesso alle liberazioni partecipa un pubblico attento ed interessato al lavoro del Centro. Altre importanti funzioni del nostro lavoro sono legate al contributo nella ricerca e monitoraggio della fauna, alla collaborazione con le strutture sanitarie locali per  alcuni aspetti inerenti il controllo e segnalazione di alcune patologie riscontrate negli esemplari selvatici, allo studio della dispersione, della migrazione degli esemplari rilasciati e di ogni altra problematica che solo attraverso la gestione di una struttura del genere può emergere. Il Centro Recupero inoltre offre consulenza, limitatamente alle proprie possibilità di interevento,  ai cittadini anche nei casi in cui vi sono particolari situazioni che coinvolgono il rapporto tra essi e la fauna selvatica, con particolare riferimento alle specie sinantropiche. Chiunque ritrovi rapaci in difficoltà può contattare la provincia di Matera, il Corpo Forestale dello Stato, la Polizia Municipale ed tutti gli altri organismi preposti presenti sul territorio. Il nostro recapito telefonico diretto è il 339-1637510”.

All’indirizzo: http://materanatura.blogspot.com/2011/05/da-montescaglioso-parma-il-viaggio-di.html si può leggere anche il comunicato stampa della LIPU Nazionale che ha giustamente dato il necessario risalto a questa interessante scoperta.

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falco grillaioGrillaio


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