AIW, no a seggiovie sul Monte Cervati

18 aprile 2011 AmbienteParchi

monte-cervatiDa notizie di stampa locale diffuse anche via web, documentate con fotografie di personalità politiche provinciali e regionali, si è appreso della ipotetica intenzione della Provincia di Salerno e della Regione Campania (ma anche dello stesso Ente Parco!) di proporre la realizzazione un progetto di impianti sciistici sul Monte Cervati, in vari Comuni del salernitano. La scrivente Associazione si augura che un tale progetto sia solo frutto di fantasia di alcuni politici, magari spinti ad una tale proposta dalla imminente campagna elettorale che come in altre parti d’Italia, certamente vedrà coinvolte amministrazioni locali, dimentichi, forse, che il Monte Cervati è un’area non solo di alto pregio naturalistico ed ambientale/paesaggistico in genere, ma anche compresa in un Parco Nazionale il cui fine primo all’atto della sua istituzione fu proprio la preservazione del Monte Cervati, vero e proprio “cuore” dell’ampio (fin troppo ampio!) Parco Nazionale del Cilento – Vallo di Diano.Se la notizia dovesse risultare veritiera, la scrivente Associazione ritiene di esprimere tutte la sua preoccupazione per quanto apparso sulla stampa, in quanto un tale progetto oltre che essere nettamente in contrasto con le finalità prime di un Parco Nazionale non si potrebbe realizzare senza stravolgere tutta l’area del Monte Cervati, montagna inserita sia nella Zona 1 del PNCVD, sia in una Zona di Protezione Speciale e Sito di Importanza Comunitaria, quindi sottoposta a vincoli di varia natura, compreso quello paesaggistico.

L’area del Monte Cervati racchiude la parte più integra del Parco Nazionale, ovvero quella meno antropizzata e di alto pregio paesaggistico-ambientale, habitat, tra l’altro, di tutte le specie floro-faunistiche del Parco Nazionale; di tanto valore che già ben prima che venisse istituito il Parco fu soggetta a dei vincoli preventivi proprio al fine di salvaguardarla. Oggi è men che meno pensabile che proprio in un Parco Nazionale si debbano realizzare opere come quelle di cui ha parlato la stampa, per di più in un epoca di surriscaldamento  globale e quindi di una sempre maggiore riduzione delle situazioni climatiche alle quali sono giocoforza legati le aree adibite o adibibili ad impianti sciistici, tutti in crisi proprio per la scarsità delle precipitazioni nevose, sulle Alpi ma soprattutto sull’Appennino ed in particolare in quello meridionale dove l’innevamento oltre ché minore, ed anche soggetto ad una minore durata stagionale.

E’ quanto meno scandaloso oggi leggere di un assenso che la Presidenza del Parco Nazionale avrebbe già datato ad una tale ipotesi di “sviluppo e valorizzazione turistica invernale” del Monte Cervati, come se non fossimo in un Parco Nazionale! Che una tale ipotesi la avanzino i Comuni od imprese private ha una sua logica comprensione, ma che sia lo stesso Ente Parco a farla propria ha dello scandaloso! Ci auguriamo che quanto riportato dalla stampa possa essere smentito dalle autorità interessate, che sono state nominate ai vertici di un ente con una finalità prima di conservazione dell’ambiente e del territorio, e poi anche di sviluppo socio-economico ma nel rispetto della prima finalità. Leggiamo invece di una “Strada del Parco” al servizio del Cilento, e ci auguriamo che si tratti solo di un miglioramento della viabilità attuale e non già di un’opera che stravolgerebbe ulteriormente il territorio oggi rimasto ancora integro, perché se così fosse si sarebbe di fronte alla palese violazione delle leggi che tutelano il Parco Nazionale e le sue montagne ma anche della stessa Costituzione che impegna i governi a difendere il paesaggio del nostro Paese. Ed il turismo di cui si parla lo si può attrarre (a lungo termine, e non nell’effimero immediato) solo preservando i luoghi. Massacrandoli con strade ed impianti sciistici si spremerà un frutto solo per gli interessi di oggi e di pochi!

Siamo nel 2011 non negli anni ’60 del secolo scorso quando con le stesse idee, con politici con le stesse velleità (e con gli speculatori edilizi alle spalle), fu stravolto il Parco Nazionale d’Abruzzo con un progetto similare che ancora oggi è citato ad esempio di ciò che non andrebbe mai realizzato in un Parco Nazionale! La storia deve insegnare per il bene ed il meglio, non ripetersi con illusori fatti negativi!

Sarebbe solo vergognoso se un domani dovessimo segnalare all’Unione Europea un non rispetto degli impegni presi con la sottoscrizione delle Direttive che sottopongono a tutela il Monte Cervati come patrimonio ambientale campione delle biodiversità europea. Tanto più grave se in contrasto, se non con la legge (perché ci è purtroppo ben noto come anche i vincoli di un Parco Nazionale possono essere superati con “interpretazioni” di comodo – un Wilderness Act da noi deve ancora essere presentato!) certamente con lo spirito di un Parco Nazionale, le cui finalità sono esattamente l’opposto a quelle delle intenzioni dei nostri politici. Se veramente dovesse maturare la volontà di realizzare una tale opera, allora i politici dovranno prima avere il coraggio ed assumersi la responsabilità morale e civile di abrogare il Parco Nazionale, perché altrimenti resterebbe solo un’etichetta senza sostanza, col solito solo divieto di caccia a giustificarlo come “area protetta”!

Ci aspettiamo che almeno le autorità preposte al rispetto delle suddette Direttive ed alla severa applicazione dei vincoli di Parco Nazionale, alla difesa del paesaggio italico, sanciti con leggi dello Stato e dalla Costituzione, vogliano tacitare quelle locali con velleità di uno sviluppo urbanistico-turistico nettamente contrario alle finalità del Parco Nazionale. [IL SEGRETARIO GENERALE     F.to Franco Zunino]

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