Pizzo Deta, prima vera area Wilderness d’Abruzzo

19 marzo 2011 AmbienteNaturaParchi

il-pizzo-detaSono poche le montagne appenniniche che possono vantare di essere “vere”, nel senso di assimilabili alle Alpi per la loro imponenza e lo svettare delle cime. Una di queste è il Pizzo Deta, a cavallo tra l’Abruzzo ed il Lazio. Una delle poche montagne appenniniche con un portamento apicale da Monviso piemontese, che lo stesso toponimo evidenzia: “Deta”, ovvero “dito” nel dialetto locale. Il Pizzo Deta, la seconda vetta dei Monti Ernici (2.041 m. s.l.m.) può infatti ritenersi il “Monviso del Sud”, almeno per chi lo osserva dalla Valle Roveto (o alta Valle del Fiume Liri) sulla quale precipita con un dislivello di ben 1.690 metri su di una distanza lineare di soli 3,5 chilometri dalle rive del Fiume Liri, poste a 350 m. s.l.m.: forse un primato su tutto l’Appennino! Nonostante questo, sul versante laziale il Pizzo Deta domina invece su di un altopiano (Prato di Campoli) posto a soli 1.143 metri di quota, cioè a soli 898 metri di quota dalla vetta. Una montagna spettacolare, quindi, che alla sua bellezza scenografica aggiunge la selvaggità dei suoi circondari, con valloni impervi rivestiti da una densa foresta di faggi, querce e carpini neri; un luogo che ancora preserva gli antichi cippi di confine tra lo Stato Pontificio ed il Regno Borbonico, e dove anche si svolsero alcune delle azioni della banda del Brigante Luigi Alonzi “Chiavone”. Luoghi rimasti così come sono sempre stati, e regno di pregevoli presenze naturalistiche botaniche e faunistiche, tra le quali non mancano avvistamenti di Orso bruno e dell’Aquila reale.
Oggi il Pizzo Deta può ritenersi la prima vera Area Wilderness della Regione Abruzzo. Essa è stata designata con decisione unanime del Consiglio comunale di S. Vincenzo Valle Roveto (L’Aquila) nella seduta del 15 marzo 2011. L’Area Wilderness Pizzo Deta, di circa 800 ettari – che di fatto costituisce l’ampliamento della quasi limitrofa Area Wilderness Monti Ernici Orientali designata dal Comune di Sora – contribuisce a dare forma a quella che un domani potrebbe divenire la vera grande Area Wilderness del Monti Ernici. Un’area protetta per autonoma, libera e democratica scelta dei Consigli comunali, che pur non essendo un Parco ne ha tutte le caratteristiche, anche se assicura alle collettività locali il continuo utilizzo delle risorse naturali rinnovabili. Un’area protetta che rispetta tutti i richiami delle Direttive emanate dall’Unione Europea che ha inventariato questo territorio come area ZPS, ovvero da preservare come campione dell’ambiente appenninico e per la difesa dell’habitat della fauna e della flora più rare.
Una moderna concezione di area protetta che si distingue dai Parchi per la snellezza amministrativa, l’assenza di una gestione verticistica e poco rispettosa dei diritti degli abitanti locali e che pure ha una funzione di richiamo turistico che la fa distinguere da tutte le altre aree protette, addomesticate e soggette a sfruttamenti di massa che spesso ledono è gli interessi della natura e quelli delle popolazioni locali, e dove la ruralità dei luoghi si preservi ancora originaria.
L’Associazione Italiana per la Wilderness auspica che la lodevole decisione del Comune di S. Vincenzo Valle Roveto possa presto essere seguita anche da tutte le altre amministrazioni comunali che hanno competenza amministrativa, gestionale e catastale, sui cosiddetti Monti Ernici abruzzesi, ovvero sul versante della Val Roveto di queste montagne.
Murialdo, 17 Marzo 2011                                  IL PRESIDENTE
                                    F.to Dott. Germano Tomei

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