Giovane esemplare di lontra trovato morto a Pisticci (MT)in Basilicata

23 dicembre 2010 Parchi

L'esemplare di lontra morta rinvenuto a Pisticci - Elena Camerlingo, Vincenzo Marino e Antonietta MarinoIn seguito alla segnalazione di alcuni ragazzi è stato ritrovato un nuovo esemplare morto di un giovane di Lontra di circa un anno d’età. La carcassa, recuperata da Antonio Colucci responsabile dell’Oasi WWF di Policoro, è stata trasportata presso il CRAS dell’oasi dove sarà sottoposta ad un’accurata analisi per accertare le cause del decesso anche se una prima indagine individua nell’impatto con un’auto la causa della morte. Solo quest’anno sono state ben 4 le lontre morte consegnate o recuperare dagli operatori del CRAS dell’Oasi WWF di Policoro: si tratta senza dubbio di una vera emergenza che mette a serio rischio la sopravvivenza di uno dei mammiferi italiani a più alto rischio di estinzione. I fiumi della Basilicata, insieme a quelli campani, sono popolati dai maggiori nuclei di questo raro mustelide la cui popolazione italiana è stimata in circa 220-260 individui. Molto probabilmente l’aumento della mortalità di giovani esemplari lungo le strade è anche il segno dell’aumento numerico delle popolazioni di lontra, aumento che però può essere vanificato dalla crescente antropizzazione del nostro territorio e dalla frammentazione degli habitat. Le strade in tal senso vengono a porsi come veri e propri ostacoli per gli spostamenti dei giovani esemplari che a causa della loro inesperienza vedono aumentare le possibilità di essere investiti. Il crescente consumo di territorio, la regimentazione delle acque, la canalizzazione e artificializzazione degli ambienti acquatici frammenta sempre più gli habitat idonei alla lontra compromettendone gli spostamenti e relegandola in nicchie sempre più circoscritte. I continui ritrovamenti di esemplari morti lungo le nostre strade confermano ’esigenza di una corretta gestione del territorio che salvaguardi i corridoi ecologici e le interconnessioni tra le varie aree naturali. In tal senso il WWF, nell’ambito del protocollo di intesa sottoscritto con i Parchi Nazionali dell’Appennino Lucano, del Pollino e del Cilento per la realizzazione di un piano per la conservazione della biodiversità, intende individuare misure di salvaguardia per la rara specie, che nei 3 parchi presenta le maggiori popolazioni italiane, finalizzate a salvaguardare gli habitat e le connessioni ecologiche che possano garantirne la          sopravvivenza e l’espansione.[Fonte WWF Basilicata]

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