Revisione SIC e ZPS in Piemonte, preoccupate le associazioni ambientaliste

11 dicembre 2010 faunaFloraParchiPolitica

guardia-parcoDa un paio di mesi è stata iniziata in Piemonte un’attività di revisione e riperimetrazione dei siti Natura 2000, ipoteticamente possibile per tutti i SIC e ZPS, che sta creando non pochi allarmismi tra le associazioni ambientaliste. Italia Nostra, Legambiente, LIPU, Mountain Wilderness, Pro Natura e WWF hanno scritto al residente Cota, all’Assessore Casoni, al Ministro Prestigiacomo e in copia conoscenza anche alla Commissione Europea, per esprimere alcuni punti fermi in merito alle dichiarazioni di fine settembre da parte dello stesso Assessore Casoni, diramate ufficialmente con un comunicato stampa regionale, secondo le quali in passato la rete Natura 2000 sarebbe stata “disegnata e imposta dall’alto, con scarsa precisione e poca attenzione alle reali esigenze del territorio”, commettendo errori e senza un processo partecipato.
A tutto ciò si starebbe ponendo rimedio in questo periodo, grazie ad una procedura permessa dalla Commissione Europea, convocando le Province e scrivendo alle oltre quattrocento amministrazioni comunali che hanno propri territori all’interno di siti Natura 2000, chiedendo appunto a tutti questi Enti di suggerire le variazioni ritenute necessarie, secondo tuttavia dei criteri scientifici che sono stati opportunamente precisati.
Nonostante questo le Associazioni sono preoccupate che dietro questa operazione cartografica si celino interessi lontani dagli obiettivi di conservazione richiesti dalla Direttiva Habitat e che riperimetrazioni, riduzioni di superficie, accorpamenti o spostamenti di siti negli effetti possano tentare di liberare aree importanti per la biodiversità ma vocate ad uno sfruttamento economico o industriale, più probabilmente di pianura, poste come punto di transizione tra un habitat e l’altro; la saturazione degli spazi a favore dello sviluppo economico in questo modo non farebbe che aumentare la frammentazione degli habitat e l’allontanamento delle aree naturali.
«L’impressione che se ne riceve – hanno dichiarato le Associazioni – é che le esigenze regionali siano
unicamente indirizzate da motivazioni economiche e/o rispondano a schemi o equilibri politici che nulla
hanno a che fare con una corretta gestione della rete Natura 2000 e l’ottenimento di un primario interesse
collettivo nella conservazione della biodiversità».
Le Associazioni hanno anche ricordato che un procedimento, dove l’interesse economico verrebbe
anteposto all’interesse ecologico, non si potrebbe attuare perché verrebbe sanzionato dal giudice europeo,
aggiungendo che «va urgentemente alleggerita la crescente pressione nei confronti dell’ambiente naturale
e della biodiversità sempre più spesso visti come ostacoli a uno “sviluppo” la cui prospettiva di vita, alla
luce del recentissimo “Living Planet Report 2010”, è destinata a reggere a mala pena un passaggio
generazionale».
In chiusura è stato richiesto alla Regione Piemonte, anziché «imbastire operazioni di riperimetrazioni i cui
presupposti sono tutt’altro che chiari e i cui esiti affatto scontati», di attivarsi per colmare i propri vuoti
normativi in materia di Natura 2000, a partire dal pieno recepimento di un Decreto ministeriale dell’ottobre
2007, sui criteri minimi di conservazione di SIC e ZPS.

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