Associazione Wilderness, mamma orsa e i suoi cuccioli. Quanto scandalismo male indirizzato

20 novembre 2010 faunaParchi

orsoEcco, è bastato che una notizia giornalistica vera (perché la notizia c’era tutta!) andasse in cronaca nazionale, sia della stampa cartacea sia dei media televisivi perché i soliti animalisti si mettessero a gridare alla scandalo, quando scandalo non è. La notizia? La mamma orsa con i suoi tre cuccioli (fatto questo sì eccezionale!) incontrata – scrive Zunino , segretario Associazione Wilderness Italia -nottetempo sulla strada statale che da Scanno scende a Sulmona (Abruzzo), seguita passo passo da un automobilista per qualche centinaio di metri e filmati col telefonino. Un fatto inconsueto, ma un fatto casuale, non voluto. Nessuno è andato a cercare l’orso per poi disturbarlo o infastidirlo per tentare di fotografarlo o riprenderlo. Il vero disturbo agli orsi avviene durante la stagione turistica quando per curiosità o per “amore” di quest’animale in tanti si accodano in comitive organizzate da cooperative, associazioni ed accompagnatori che dietro lauti pagamenti e regolari autorizzazioni salgono nei veri luoghi intimi dell’orso per poterlo osservare e fotografare; per poter poi raccontare la loro “avventura” con l’orso agli amici e parenti. Per non dire di quelle notturne per osservare il Lupo, e magari anche l’orso! Questo è il vero disturbo che subisce ogni anno l’orso, e lo subisce da decenni, da quanto una sciagurata gestione del Parco ha proposto il turismo escursionistico quale tocca sana per i suoi paesi, definendolo “ecocompatibile”, anziché concentrare le attività turistiche (questi sì da potenziare) nei paesi e nei fondovalle, senza spingere per forza la gente ad avventurarsi alla ricerca dell’orso nelle foreste e montagne circostanti, attratti più da rifugi, panchine ed aree di pic-nic che non dal vero desiderio di godere della natura del Parco. Questo è il vero disturbo arrecato all’orso, quel disturbo che a partire dalla metà degli anni ’70 (e soprattutto in quelli ’80 e ‘90) del secolo scorso ne ha disgregato la popolazione facendo allontanare sempre più gli orsi dalla zona del Parco, spingendoli fino alla Majella ad nord-est, al Velino-Sirente ed al Gran Sasso, Laga e Sibillini a nord, ai Lucretili ad est ed al Matese a sud. Gli orsi spaventati per qualche centinaio di metri lungo la statale tra Scanno e Sulmona non per nulla erano fuori dal Parco, e addirittura fuori anche dalla sua zona di protezione esterna! Il disturbo arrecato a quella femmina con piccoli è deplorevole, perché si sarebbe dovuta protrarre meno di quanto non si sia protratto, ma è altresì comprensibile che così sia successo. Scagli la prima pietra chi in quella situazione non avrebbe fatto la stessa cosa, spinto dalla curiosità e dal piacere di vedere l’orso e di filmarlo! E scagli la prima pietra chi non ha osservato in TV quella scena con ammirazione per quest’animale, anziché cambiare canale per protesta!
Avremmo voluto sentire le tante proteste per questa bella scena di vita selvatica rivolte contro chi da anni fa poco o nulla per salvare quest’animale, e pensa solo a convegni, a “patti” e a studiarne il comportamento, anche a rischio di infliggere loro ferite orrende e non rimarginabili (perché catturare un orso è sempre cosa pericolosa e non scevra di rischi per la sua incolumità!). Invece ciò non è successo. Si fermi il disturbo turistico nelle aree naturali in cui l’orso vive, non lungo le strade statali e provinciali! Ancora una volta, si salvi l’orso da chi dice di amarlo! [Murialdo, 19 Novembre 2010 – F.to Franco Zunino]

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Parco Nazionale d'Abruzzo


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