ola: “No al parco di carta della Val d’Agri”

28 ottobre 2010 AmbienteParchiPolitica

pozzo-petrolio cerro falcone 2 nel perimetro del parcoLa OLA (Organizzazione Lucana Ambientalista) – in occasione del Workshop sulla biodiversità e risorse del Parco nazionale Appennino Lucano Val d’Agri-Lagonegrese (programmato a Marsiconuovo il 29 e 30 ottobre prossimi), che vede tra i coordinatori della sessione centrale del convegno Paola Pedroni, esponente di Eni spa – invita i partecipanti al workshop, organizzato dall’Ente Parco, ad affrontare i temi reali dell’impatto petrolifero sulla biodiversità degli ecosistemi dell’area protetta.

Il rischio – secondo la OLA – è quello che essi affrontino discussioni astratte e teoriche che, nell’elencare specie floro-faunistiche e caratteristiche ambientali, dimenticano però di fare il punto sulla salvaguardia degli habitat naturali, minacciati oggi dall’intensa attività petrolifera ed antropica, così come confermano la messa in produzione di pozzi situati all’interno del perimetro del Parco, le richieste di nuove autorizzazioni ambientali per la VIA, per attività di ricerca ed estrazione di greggio, l’inquinamento ambientale e petrolifero purtroppo presente anche nell’area parco, nonchè progetti in contrasto con la vocazione dei territori. È indubbio che gli ambienti naturali ed il territorio in Val d’Agri stiano, infatti, subendo grossi danni in termini di depauperamento, così come dimostra la vicenda della scorsa primavera, purtroppo ancora poco chiara, dell’inquinamento del SIC/ZPS Lago del Pertusillo e di aree di Interesse Comunitario quali quelle comprese nei SIC/ZPS Serra di Calvello e Monte Volturino, situati nel cuore del Parco.

La nostra Organizzazione auspica che i finanziamenti al Parco vengano utilizzati per disinquinare le aree contaminate dal petrolio, nel costruire nuovi depuratori e far funzionare quelli che non funzionano in Val d’Agri, nel risarcire i cittadini e gli agricoltori che vivono intorno al Centro olio per i danni subiti e che nessuno vuol riconoscere, nella vigilanza del territorio, nel potenziamento delle strutture di controllo e monitoraggio del Parco, piuttosto che in uno sperpero di fondi finalizzato a produrre ulteriori e costosi “parchi di carta” sfruttati esclusivamente come giustificazione per inutili ed effimeri progetti turistici (vedi Arte Pollino, Grandi Attrattori, Ponte del Pertusillo), oppure in studi e consulenze di cui il Parco non saprà mai che farsene, incentivando così diversi “sottoboschi”, ben diversi da quelli degli habitat naturali.

La OLA si augura che i responsabili di Eni spa, chiamati allo stesso tavolo del workshop a discutere di biodiversità, diano impegni concreti sul disinquinamento delle aree contaminate e che gli amministratori regionali e locali prendano finalmente atto dell’esistenza del Parco, non autorizzando di conseguenza nuove attività petrolifere nel suo perimetro, a norma delle misure di salvaguardia vigenti evitando così di trasformare un workshop sulla biodiversità in passerella politica.

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