Accordo Eurobats per la tutela dei pipistrelli

4 ottobre 2010 fauna

pipistrelloL’Italia piace ai pipistrelli, visto che ne ospita ben 34 specie, di cui la metà a rischio estinzione. Si tratta di una cifra significativa rispetto alle 45 complessivamente identificate in Europa, che soffrono di diverse minacce alla loro sopravvivenza. Della loro tutela si occupa l’accordo internazionale Eurobats, che l’anno prossimo festeggia sia l’Anno del pipistrello che i primi 20 anni dalla sua firma. “I problemi per la conservazione di questi animali – spiega Danilo Russo, docente di Conservazione della natura all’ Università Federico II di Napoli – vanno dalla distruzione degli habitat a gestione forestale, che non risparmia alberi vecchi o morti, dove i pipistrelli trovano casa, fino alla scomparsa di rifugi, come grotte e cavità. Diverse specie poi impiegano edifici e chi ristruttura non tiene conto dell’eventuale presenza di questi animali”. Alcuni pipistrelli usano fessure piccolissime, dalla scatola degli avvolgibili agli interstizi delle grondaie, altre invece spazi ampi, come i solai, specie per la riproduzione. Per questo il ministero dell’Ambiente, in collaborazione con il ministero dei Beni culturali, ha messo a punto un vademecum per una gestione “sostenibile” degli edifici, che nel Belpaese possono essere anche campanili delle chiese, torri, fino a ville antiche e musei storici. “Molte specie di pipistrelli sono minacciate o vulnerabili – afferma l’esperto – e il loro uso di alcuni luoghi é stagionale, in genere dalla primavera alla tarda estate, per la riproduzione”. Il rischio è che i pipistrelli trovino il loro rifugio “chiuso” da un anno all’altro, oppure che i proprietari facciano una vera e propria strage senza sapere che si tratta di animali innocui e specie protette. “In realtà – aggiunge Russo – è possibile operare delle ristrutturazioni compatibilmente con la presenza dei pipistrelli”. Altro problema è quello degli impianti eolici, in aree con flussi migratori importanti, come mostrano studi in Usa. “E’ probabile che le pale possano determinare una mortalità significativa, – afferma l’esperto – forse perché assomigliano a grandi alberi, oppure per via dell’impatto diretto degli spostamenti d’aria sugli organi interni. Per questo Eurobats ha pubblicato delle linee guida per il monitoraggio dei chirotteri negli impianti eolici, con un invito a selezionare i siti una volta fatto una seria valutazione dell’impatto ambientale”. Poi ci sono i pesticidi, che fanno un danno a questi grandi “eco-controllori” degli insetti. “I pipistrelli – aggiunge Russo – hanno un valore per l’ agricoltura che andrebbe messo in evidenza. A lungo andare l’ insetto si adegua al pesticida e si intossica il predatore, che invece è l’agente di controllo biologico. In generale, tutti gli animali insettivori sono colpiti dai pesticidi”. In Italia ci sono diverse iniziative in campo “bat friendly”, a partire dalla campagna di sensibilizzazione promossa dalla Regione Piemonte che invita a spegnere le luci di notte. “La maggioranza delle specie – afferma l’esperto – può abbandonare il rifugio se nelle vicinanze si trovano luci artificiali”. Un altro progetto è quello del Parco nazionale di Abruzzo, Lazio e Molise, che ha portato a nuove conoscenze sui pipistrelli e informazioni utili per una corretta gestione forestale. “Sono stati applicati microtrasmettitori agli animali – aggiunge Russo – e “bat detector”, cioé rivelatori di ultrasuoni, per studiare le specie forestali. Una di queste è il Barbastello, minacciata di estinzione a livello europeo. Forma piccole colonie, specie negli alberi morti e l’eliminazione sistematica degli alberi ne ha provocato il declino”. Poi c’é il progetto, finanziato dal ministero dell’Ambiente, che riguarda le regole per la riabilitazione dei pipistrelli, nel caso in cui si trovino animali debilitati o feriti, oppure caduti dalle cavità rifugio, in collaborazione con l’Università Federico II di Napoli.[fonte: Ansa]

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