Val Cerrina, lieto evento nel nido delle cicogne

8 maggio 2009 Natura

cicogna_biancaProsegue con successo la collaborazione tra Provincia di Torino, Comune di Gassino Torinese, Enel e LIPU per la salvaguardia dell’unico sito di riproduzione della Cicogna Bianca esistente nel Chivassese, lungo la Strada Regionale 590. L’abete rosso, sulla cui sommità una coppia di cicogne ha nidificato a partire dal 2006 (con quattro nascite nel 2008), è seccato ed è stato sostituito da un palo, posto nelle immediate vicinanze e messo a disposizione dall’Enel. Sul palo è stata collocata una piattaforma in legno, fornita dalla LIPU e guarnita di ramaglie: su di essa la coppia di cicogne ha ricostruito nei mesi scorsi il proprio nido. Nei giorni scorsi, è avvenuta la schiusa delle uova. Al momento è possibile constatare la presenza di un piccolo di Cicogna. L’installazione del palo era avvenuta nel settembre dell’anno scorso nella proprietà della Falegnameria Gilardi, la quale ha manifestato grande sensibilità per il progetto “Salviamoli insieme” della Provincia. In accordo con il Comune di Gassino e la LIPU, il nuovo palo, alto 16 metri, è stato collocato nelle vicinanze del vecchio nido, in un luogo più lontano dalla strada, per favorire l’esecuzione dei lavori in assoluta sicurezza. Il proprietario della pianta su cui, dal 2006, aveva nidificato la coppia di Cicogne Bianche, aveva interpellato il Servizio Tutela Fauna e Flora della Provincia, segnalando la precaria stabilità dell’abete, la cui caduta avrebbe, tra l’altro, ostruito completamente la carreggiata della Regionale 590, con gli immaginabili pericoli per l’incolumità dei volatili e per la sicurezza della circolazione. La provvisoria messa in sicurezza dell’albero e del nido ha coinvolto soggetti pubblici e privati. Il Comune di Gassino ha subito mostrato interesse a fare in modo che la nidificazione delle cicogne permanesse nel proprio territorio. L’Enel ha dimostrato notevole sensibilità, curando la posa in opera di tre alti pali di acciaio cementati nel terreno e legati alla pianta; il tutto a spese del Comune di Gassino e della Provincia. La posa in opera del nuovo palo ha permesso successivamente il taglio della pianta secca e pericolante. Grazie alla collaborazione tra Enel e LIPU, analoghe operazioni per la salvaguardia delle Cicogne sono state realizzate in altre zone di Italia: nel Parco del Ticino, nell’Oasi Orti Bottagone in Toscana, nel Parco del Cilento in Campania e nei pressi del fiume Ofanto a Cerignola in Puglia. La Cicogna Bianca vive in zone con clima mediterraneo e continentale alle medie latitudini: è ampiamente presente nell’Europa centrale e orientale, nel sud e nell’est del Portogallo, in Spagna e nell’Africa nord occidentale. Preferisce gli spazi aperti come le savane (dove ci sono pochi alberi, da cui si domina il paesaggio) e le steppe, le zone umide e allagate come le risaie e i campi irrigati, i prati e i pascoli, i campi arati, dove trova facilmente cibo in abbondanza. La Cicogna è una specie migratrice: i luoghi di nidificazione si trovano tra il 30° e 60° di latitudine in Europa, l’Asia Minore e Nord Africa, mentre nei mesi invernali predilige l’Africa. Al di fuori del periodo riproduttivo la Cicogna Bianca è una specie estremamente gregaria: quando migra verso i “quartieri” invernali ed anche nei territori africani forma grandi stormi. Durante il periodo riproduttivo le Cicogne formano coppie solitarie. Sono estremamente territoriali, ossia difendono il proprio nido e il territorio circostante dagli intrusi. Il maschio resta per ore sul nido mettendosi anche in mostra battendo il becco, e facendo una danza particolare e si allontana solo per cercare cibo nelle vicinanze. Il materiale usato per la costruzione del nido è costituito principalmente da rami, bastoncini, terra, concime ed è foderato con ramoscelli ed erba; il tutto viene raccolto nelle vicinanze del nido, in un raggio di circa 500 metri. Il nido generalmente ha un’altezza di 1-2 m e un diametro di 80-150 centimetri. Le uova sono di colore bianco, misurano 73×52 mm e pesano 111g. La dimensione della covata, ossia il numero di uova deposte, varia da 1 a 7 uova; in media è di 4. L’incubazione delle uova inizia con il primo o secondo uovo deposto e questo provoca una schiusa asincrona dei pulcini, che schiudono in giorni diversi e quindi hanno dimensioni differenti tra loro. La cova dura in media 33-34 giorni ed entrambi i membri della coppia covano le uova. Circa 40-50 giorni dopo la schiusa i pulcini iniziano a battere le ali per imparare a volare. Dopo due mesi di vita sono in grado di abbandonare il nido, ma poi vi fanno ritorno perché vengono ancora nutriti dai genitori per alcune settimane, fino al completo raggiungimento dell’indipendenza alimentare.[Ufficio Stampa Provincia di Torino]

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