Nel 2010 cinque nuovi cuccioli: si ingrandisce la colonia di camosci appenninici dei Sibillini.

29 giugno 2010 faunaParchi

camoscio appenninicoUn tasso di natalità vicinissimo al 100% che fa ben sperare per il futuro. Finanziato un altro Progetto LIFE dall’Unione Europea che apporterà risorse fondamentali per il prosieguo del progetto. La notizia circolava già da alcuni giorni e tuttora si è in attesa di conoscere l’esito dell’eventuale gestazione della femmina più giovane: se anche in questo caso si dovessero avere notizie positive, il tasso di natalità delle sei femmine di camoscio appenninico sarebbe del 100%, un successo che andrebbe al di là di ogni più rosea previsione, soprattutto perché a riprodursi sono state anche le due femmine più vecchie, ormai considerate non più riproduttive. Al momento i ricercatori del Parco, che effettuano i monitoraggi sugli animali dotati di appositi radio-collari, hanno accertato la nascita di cinque cuccioli e già di per sé questo è un risultato straordinario che fa salire a sedici il numero totale degli esemplari di camoscio appenninico presenti sui Sibillini. Se ai cinque di quest’anno si aggiungono i due nati in natura lo scorso anno, sale a sette il numero totale di camosci nati nei Sibillini, confermando quello che già era stato visto come un ottimo segnale dell’idoneità ambientale di queste montagne ad ospitare una popolazione significativa di questa splendida e delicata specie.
E’ ora il momento di prestare la massima attenzione nella gestione dell’area dei rilasci, soprattutto in vista della stagione estiva. Ricordiamo, infatti, che nel periodo che va dal 1° maggio al 31 ottobre è interdetto l’accesso ad una parte del massiccio del monte Bove, precisamente la cima e la parete rocciosa del monte Bove Nord; tale interdizione interessa solo una piccola parte di un sentiero escursionistico, peraltro poco frequentato, mentre non tocca il sentiero principale che, attraverso un bel giro ad anello, permette di scoprire le meraviglie di questo sottogruppo dei Sibillini che presenta elementi ambientali di grandissimo pregio, come la splendida valle di origine glaciale, le praterie di alta quota e i suggestivi ed imponenti agglomerati di calcare massiccio che lo hanno reso famoso tra gli alpinisti del Centro Italia. Al momento l’area interdetta è segnalata da alcuni pannelli posti all’inizio dei sentieri che raggiungono la val di Bove; una segnaletica più esaustiva, già realizzata dal Parco, sarà apposta a breve dal Corpo Forestale dello Stato che sta fornendo, sin dall’inizio, un apporto di fondamentale importanza per la riuscita del progetto.
L’altra buona notizia giunge dall’Unione Europea che ha appena accolto positivamente la richiesta di finanziamento con fondi LIFE presentata dal Parco dei Sibillini e dai parchi nazionali della Majella, del Gran Sasso e Monti della Laga, d’Abruzzo, Lazio e Molise, dal Parco regionale del Sirente Velino e da Legambiente.[Fonte: Ufficio Stampa P.N. Monti Sibillini]

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P.N. Monti Sibillini


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