No al taglio delle querce secolari in Calabria

20 aprile 2010 AmbienteParchi

cotronei-querce-secolari-1Con una nota indirizzata alla Direzione Generale Ministero Ambiente, all’ISPRA, le associazioni Italia Nostra, Altura, WWF Calabria,LIPU ed ENPA  hanno denunciato come l’amministrazione comunale di Cotronei abbia deciso, per fare cassa, di svendere una parte consistente del  pregevole patrimonio forestale ricadente nel territorio comunale. Si tratta scrivono le associazioni nella nota – di 550 alberi di alto fusto di roverelle (Quercus pubescens)  oltre che di ceduo invecchiato di lecci (Quercus ilex) esteso su una superficie di  50 ettari, in località Serra di Paola. I boschi a rischio sono secolari, sani, tra gli ultimi rimasti nel crotonese, situati nell’IBA/ZPS Marchesato e Fiume Neto, una delle aree a maggiore rilevanza ornitica della Regione, un patrimonio unico di biodiversità forestale, di cultura e di civiltà. Trattandosi, inoltre, di boschi radi e radicati in terreni molto scoscesi ed impervi, non sussistono i presupposti per il taglio silvo-colturale, in ragione proprio del rischio di potenziali gravi fenomeni di dissesto idrogeologico. L’area in questione, peraltro già da tempo oggetto di furti di legname, si caratterizza altresì per il grande valore paesaggistico da tutelare. La Convenzione Europea sul Paesaggio del 2000, ratificata a Firenze nel 2006,  impegna le amministrazioni comunali, oltre che alla tutela del loro territorio, anche ad un percorso decisionale partecipato nel caso in cui si tratta di interventi che modificano il paesaggio.Tale Convenzione è stata ripresa per essere attuata nella regione dalla Carta Calabrese del Paesaggio. L’Ente Regione ha sottoscritto, in data 30 Maggio 2006, nella qualità di membro fondatore, lo statuto della RECEP (Rete Europea per la attuazione della Convenzione Europea del Paesaggio). Tutti gli atti su citati, prodotti o sottoscritti dall’Ente Regione, sono indirizzati alla tutela massima del territorio e approvati e condivisi dalle amministrazioni locali firmatarie del documento.   Su scala nazionale, il Paesaggio è difeso dall’articolo 9 della Costituzione Italiana.
Si evidenzia che eventuali interventi non correttamente attuati nelle IBA e ZPS espongono al rischio di pesantissime sanzioni da parte dell’unione Europea, in quanto è necessario provvedere alla preliminare valutazione di incidenza ai sensi del DPR 357/97 e smi. Peraltro nelle aree IBA, non ancora designate come ZPS, è previsto dalla vigente normativa europea addirittura l’obbligo per lo Stato membro di tutelare l’area e di mettere in atto tutte quelle azioni affinché il sito non venga in alcun modo depauperato. Il taglio degli alberi secolari – ribadiscono le associazioni – è stato autorizzato dalla regione Calabria, che non ha chiesto la valutazione d’incidenza, obbligatoria, in quanto l’intervento ricade, come già detto, in Aree IBA e ZPS; inoltre, la stessa Regione non ha nemmeno imposto all’Ente in questione la conversione in alto fusto del ceduo invecchiato di leccio, come sarebbe stato obbligatorio ai sensi dell’art. 51 delle Pescrizioni di Massima e di Polizia Forestale, approvate dalla stessa Regione Calabria, nonché dalla delibera regionale N.2796 del 20 settembre 1989, lettera E.
Tale intervento metterà il territorio di Cotronei a serio rischio di frane e smottamenti, dovuti alla mancanza di vegetazione nei soprassuoli caratterizzati da forti pendenze e provocherà un gravissimo danno alla preziosissima Biodiversità animale e vegetale presente in loco; si rammenta infatti che il comprensorio ospita ancora specie animali e vegetali rarissime altrove e perciò tutelate dalla Direttiva Europea Habitat nr. 92/43 e Direttiva Uccelli nr. 79/409, specie quali ad esempio il Nibbio Reale, Il Nibbio Bruno, il Biancone Picchio Nero, il Capriolo, il Lupo, la Martora, la Lontra, l’Astore, rarissime specie di coleotteri e lepidotteri. A nostro avviso, una costante tutela e salvaguardia del pregevole patrimonio forestale di Cotronei porterebbe entrate ben più consistenti alle casse comunali ed uno sviluppo davvero ecosostenibile all’intero territorio.
Arrivati a questo punto, le scriventi associazioni chiederanno alla UE l’apertura di una procedura d’infrazione nei confronti dell’Italia e, in caso di condanna, verrà chiesto alla Corte dei Conti che i responsabili dello scriteriato intervento siano chiamati a pagare di persona le pesanti sanzioni pecuniarie. Con il presente scritto si chiede comunque a tutti gli enti interessati di intervenire d’imperio per obbligare il Comune suddetto al rispetto delle Normative in vigore, in particolare affinché venga redatto al riguardo uno specifico e dettagliato studio di incidenza e si rispetti quanto previsto dalla stessa normativa regionale in materia di tagli boschivi, nella fattispecie l’art. 51 delle PM-PF. Per quanto sopra segnalato, al fine di impedire la messa in atto di questo ulteriore scempio ai danni del patrimonio ambientale e paesaggistico della Calabria, le scriventi Associazioni provvederanno tempestivamente a ricorrere nei modi e presso le sedi più opportune, non ultimo presentando dettagliata denuncia di quanto rilevato all’Autorità Giudiziaria competente per territorio. Confidando in un positivo riscontro della  richiesta, si porgono distinti  saluti, [Crotone, 14 aprile 2010 Stefano Allavena-Altura, Beatrice Barillaro-WWF Calabria, Teresa Liguori-ItaliaNostra, Maria Acri-LIPU, Giuseppina Corrado- Enpa]
   
**  seguono considerazioni sull’incidenza rispetto alla ZPS_Neto IT320302

Si premette che le ZPS sono derivate dalle Important Bird Area, in questo caso la ZPS coincidente con l’IBA è la n.149 -“Marchesato e Fiume Neto”-.
Esiste la Deliberazione della Giunta Regionale  3 novembre 2008, n.816 <<Revisione del Sistema regionale delle ZPS (Direttiva 79/409CEE <<Uccelli>> recante conservazione dell’avifauna selvatica>> Direttiva 92/43/CEE <<Habitat>> relativa alla <<conservazione degli habitat naturali e seminaturali, nonché, della flora e della fauna selvatiche>>)-Adempimenti- D.G.R. n.350 del 05/05/2008- parere IV commissione <<Assetto, Utilizzazione del Territorio e Protezione dell’Ambiente>>. Consiglio regionale prot.n.230/8a Leg. Del. 18/09/2008.
In tale atto amministrativo si afferma che: Il sistema regionale delle ZPS di cui alla direttiva <<Uccelli>> 79/409/CEE consiste in: ZPS, <<Costa Viola cod. IT9350300>>; <<Marchesato e Fiume Neto cod. IT9320302>>; <<Alto Ionio Cosentino cod. IT9310304>>; <<Pollino Orsomarso cod. IT9310303>>; <<Sila Grande cod. IT9310301>>; <<Parco Nazionale della Calabria cod. IT 9310069>>.
La Provincia di Crotone, ha determinato il piano di gestione della ZPS “Marchersato e fiume Neto” in data 02/12/2008 con impegno di spesa di Euro 40.000,00.

 c.a. Dott. Alessandro La Posta
 All’ ISPRA (ex INFS)
 c.a. dott. Alessandro Andreotti
via Ca’ Fornacetta 9    Ozzeno Emilia (Bologna)
                                                                                                 

                                                                                                                                            Anticipate via email                                                                                                                                                        Sig. Ministro,
                              
                 l’Amministrazione comunale di Cotronei ha deciso, per fare cassa,  di svendere una parte consistente del  pregevole patrimonio forestale ricadente nel suo territorio comunale; si tratta infatti di 550 alberi di alto fusto di roverelle (Quercus pubescens)  oltre che di ceduo invecchiato di lecci (Quercus ilex) esteso su una superficie di  50 ettari, in località Serra di Paola.
I boschi a rischio sono secolari, sani, tra gli ultimi rimasti nel crotonese, situati nell’IBA/ZPS **Marchesato e Fiume Neto, una delle aree a maggiore rilevanza ornitica della Regione, un patrimonio unico di biodiversità forestale, di cultura e di civiltà.
Trattandosi, inoltre, di boschi radi e radicati in terreni molto scoscesi ed impervi, non sussistono i presupposti per il taglio silvo-colturale, in ragione proprio del rischio di potenziali gravi fenomeni di dissesto idrogeologico.
L’area in questione, peraltro già da tempo oggetto di furti di legname, si caratterizza altresì per il grande valore paesaggistico da tutelare. La Convenzione Europea sul Paesaggio del 2000, ratificata a Firenze nel 2006,  impegna le amministrazioni comunali, oltre che alla tutela del loro territorio, anche ad un percorso decisionale partecipato nel caso in cui si tratta di interventi che modificano il paesaggio.Tale Convenzione è stata ripresa per essere attuata nella regione dalla Carta Calabrese del Paesaggio. L’Ente Regione ha sottoscritto, in data 30 Maggio 2006, nella qualità di membro fondatore, lo statuto della RECEP (Rete Europea per la attuazione della Convenzione Europea del Paesaggio). Tutti gli atti su citati, prodotti o sottoscritti dall’Ente Regione, sono indirizzati alla tutela massima del territorio e approvati e condivisi dalle amministrazioni locali firmatarie del documento.   Su scala nazionale, il Paesaggio è difeso dall’articolo 9* della Costituzione Italiana.
Si evidenzia che eventuali interventi non correttamente attuati nelle IBA e ZPS espongono al rischio di pesantissime sanzioni da parte dell’unione Europea, in quanto è necessario provvedere alla preliminare valutazione di incidenza ai sensi del DPR 357/97 e smi. Peraltro nelle aree IBA, non ancora designate come ZPS, è previsto dalla vigente normativa europea addirittura l’obbligo per lo Stato membro di tutelare l’area e di mettere in atto tutte quelle azioni affinché il sito non venga in alcun modo depauperato.
Il taglio degli alberi secolari è stato autorizzato dalla regione Calabria, che non ha chiesto la valutazione d’incidenza, obbligatoria, in quanto l’intervento ricade, come già detto, in Aree IBA e ZPS; inoltre, la stessa Regione non ha nemmeno imposto all’Ente in questione la conversione in alto fusto del ceduo invecchiato di leccio, come sarebbe stato obbligatorio ai sensi dell’art. 51 delle Pescrizioni di Massima e di Polizia Forestale, approvate dalla stessa Regione Calabria, nonché dalla delibera regionale N.2796 del 20 settembre 1989, lettera E.
Tale intervento metterà il territorio di Cotronei a serio rischio di frane e smottamenti, dovuti alla mancanza di vegetazione nei soprassuoli caratterizzati da forti pendenze e provocherà un gravissimo danno alla preziosissima Biodiversità animale e vegetale presente in loco; si rammenta infatti che il comprensorio ospita ancora specie animali e vegetali rarissime altrove e perciò tutelate dalla Direttiva Europea Habitat nr. 92/43 e Direttiva Uccelli nr. 79/409, specie quali ad esempio il Nibbio Reale, Il Nibbio Bruno, il Biancone Picchio Nero, il Capriolo, il Lupo, la Martora, la Lontra, l’Astore, rarissime specie di coleotteri e lepidotteri……….                                                                    
A nostro avviso, una costante tutela e salvaguardia del pregevole patrimonio forestale di Cotronei porterebbe entrate ben più consistenti alle casse comunali ed uno sviluppo davvero ecosostenibile all’intero territorio.
Arrivati a questo punto, le scriventi associazioni chiederanno alla UE l’apertura di una procedura d’infrazione nei confronti dell’Italia e, in caso di condanna, verrà chiesto alla Corte dei Conti che i responsabili dello scriteriato intervento siano chiamati a pagare di persona le pesanti sanzioni pecuniarie. Le Associazioni chiedono agli enti interessati di intervenire d’imperio per obbligare il Comune suddetto al rispetto delle Normative in vigore, in particolare affinché venga redatto al riguardo uno specifico e dettagliato studio di incidenza e si rispetti quanto previsto dalla stessa normativa regionale in materia di tagli boschivi, nella fattispecie l’art. 51 delle PM-PF.  Per quanto sopra segnalato, al fine di impedire la messa in atto di questo ulteriore scempio ai danni del patrimonio ambientale e paesaggistico della Calabria, le scriventi Associazioni provvederanno tempestivamente a ricorrere nei modi e presso le sedi più opportune, non ultimo presentando dettagliata denuncia di quanto rilevato all’Autorità Giudiziaria competente per territorio.

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