Anche La LIPU pugliese si mobilita e scrive ai Deputati eletti in Puglia

19 aprile 2010 AmbientefaunaParchi

cacciaLa Commissione Agricoltura della Camera ha approvato un articolo, il 43 della legge Comunitaria, che contiene una pessima norma. E’ il comma 2 lettera b,  che permette alle regioni di estendere la stagione di caccia oltre l’attuale limite del 31 gennaio. La stagione venatoria, che già oggi si protrae per cinque mesi arrecando non pochi danni alla Natura ma anche danni e disturbi alle persone, potrà dunque essere estesa al delicatissimo mese di febbraio. 

Un grave danno agli animali
La caccia nel mese di febbraio ha un impatto molto negativo sugli uccelli migratori che proprio in quei giorni partono per il nord Europa, dove si riprodurranno, o arrivano dall’Africa per nidificare in Italia. Permettere la caccia, anche a poche specie, significa danneggiare gli individui più robusti e importanti per la riproduzione,  arrecando un danno molto rilevante alla conservazione delle specie e alla natura. 

2010, ANNO DELLA BIODIVERSITA’
Questo, peraltro, avviene nel 2010, che è l’anno mondiale della Biodiversità. L’Italia dovrebbe promuovere sempre migliori politiche di tutela della natura. E invece, se il parlamento approvasse definitivamente questa legge, il primo provvedimento del 2010 sarebbe la riduzione delle tutele per la Natura e la Biodiversità!

Un danno e un serio disturbo alle persone
Ma l’emendamento è grave anche perché va considerato che in Italia, caso quasi unico in Europa, i cacciatori hanno libero accesso nei terreni privati delle persone, senza che queste possano realmente opporsi (salvo realizzare costosissime recinzioni intorno alla proprietà). Questo arreca grande disturbo e danno alla tranquillità delle persone, che per cinque mesi all’anno (da settembre fino alla fine di gennaio), devono tollerare questo fastidio e anche sopportare i non pochi rischi comportati dalle armi dei cacciatori.Ecco: non basta ancora che questa sorta di “tortura” (tale è per molte persone) duri per cinque mesi all’anno. Se l’emendamento sarà definitivamente approvato, la stagione di caccia sarà ancora più lunga.Cosa ne pensano gli italiani che vivono in campagna o quelli che passeggiano o vanno in bicicletta per i boschi e i sentieri escursionistici? saranno contenti? 

IGNORATO IL PARERE SCIENTIFICO
Nella norma è previsto che le regioni, prima di estendere la stagione di caccia, debbano chiedere il parere dell’ISPRA, che è l’autorità scientifica nazionale preposta alla materia.Il punto è che l’ISPRA, sulla caccia a febbraio, ha già dato parere negativo, ricordando quanto sia dannosa per gli uccelli migratori.Dunque, verosimilmente, accadrà che le regioni, su pressione delle lobby venatorie, chiederanno parere all’ISPRA, che sarà quasi certamente negativo e dunque sarà ignorato.

MA LA BATTAGLIA NON E’ PERSA
L’emendamento è stato approvato in Commissione Agricoltura della Camera ma non è ancora legge. Martedì 20 aprile si voterà in aula alla Camera. Bisogna fermare questa brutta norma, farla cancellare dall’articolo 43 della legge Comunitaria.

La LIPU promuove un presidio di protesta a Montecitorio dalle ore 9 di martedì 20.Al contempo la LIPU pugliese chiede pubblicamente ai deputati eletti nella Circoscrizione Puglia fare proprie le preoccupazioni della LIPU e di oltre l’80 % delle persone che non condivide la deregolamentazione sulla caccia, impegnandoli a votare e a votare NO a questo emendamento sull’articolo 43 della legge comunitaria. Ovviamente la LIPU pugliese commenterà a consuntivo del voto l’atteggiamento espresso per l’occasione dai parlamentari pugliesi, riservandosi di “divulgare” alle successive tornate elettorali la posizione da essi assunta. 
[Puglia, 18.04 2010 – LIPU  Puglia]

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caccialipu


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