Caccia, contro l’allungamento della stagione venatoria

15 aprile 2010 Ambiente

caccia1Stagione piu’ lunga per la caccia e si grida alla deregulation e al ‘federalismo’ venatorio. Le regioni, infatti, potranno allungare i termini del calendario venatorio fino al 20 febbraio. Ma per far cio’ servira’ il preventivo parere vincolante dell’Istituto superiore per la ricerca e la protezione ambientale (Ispra). Lo prevede il sub-emendamento all’art.43 della legge comunitaria, approvato oggi dalla Commissione Agricoltura della Camera. Una decisione che ha scatenato una levata di scudi dall’opposizione e dalle associazioni ambientaliste che denunciano una ”mattanza senza limiti”. Ora la parola spetta prima all’aula della Camera, e successivamente al Senato che dovra’ a sua volta registrare i cambiamenti alla legge Comunitaria: – IL SI’ DELLA COMMISSIONE AGRICOLTURA: nella seduta odierna, in cui era all’esame la legge comunitaria, la commissione Agricoltura della Camera ha approvato un emendamento che modifica le norme sulla caccia. Il punto che ha scatenato le maggiori frizioni (passato con 21 si’ e 17 no) e’ stato pero’ quello sulla durata del calendario venatorio, tanto che la possibilita’ di mediare e votare e’ stata incerta fino alla fine. Il testo votato, presentato dal relatore Isidoro Gottardo (Pdl), prevede che tranne per gli ungulati (cioe’ cervidi e cinghiali), le Regioni possano posticipare i termini del calendario su determinate specie (di avifauna migratoria) ma sono obbligate ad acquisire ”il preventivo parere di validazione delle analisi scientifiche a sostegno delle modifiche da apportare, espresso dall’Ispra, sentiti gli equivalenti istituti regionali ove istituiti e riconosciuti dalla commissione Europea, al quale dovranno uniformarsi”. Il preventivo parere dovra’ essere reso entro 30 giorni. Cio’ significa che il periodo di caccia, che attualmente inizia la terza domenica di settembre (con anticipo al 1/o settembre in alcune Regioni e per singole specie) per concludersi il 31 gennaio, ora potrebbe durare dal 1/o settembre al 31 gennaio, con possibilita’ di posticipo al 20 febbraio; – IL FRONTE DEL NO: Immediate le proteste dell’opposizione e delle associazioni ambientaliste e animaliste che denunciano l’inizio di una mattanza senza fine. Angelo Bonelli, presidente dei Verdi, parla di ”una decisione gravissima” e chiede a tutte le associazioni e i cittadini di mobilitarsi, mentre Roberto Della Seta, senatore Pd, parla di ”una scelta che espone l’Italia a nuove procedure di infrazione da parte dell’Unione europea”. Per le associazioni animaliste Enpa e Lav significa ”sparare al cuore stesso della migrazione e ignorare l’Unione Europea”. Il Wwf parla di ”dichiarazione di guerra nei confronti dell’Ue”. Non la vede cosi’ il relatore del testo, Isidoro Gottardo (Pdl), secondo cui da oggi finalmente ”l’Italia e le regioni potranno mettersi in regola con i punti finora oggetto di infrazione dalla commissione Europea. E non si dica che abbiamo allungato il calendario venatorio, semmai e’ vero il contrario, lo abbiamo ristretto con le altre modifiche nell’emendamento” che vietano la caccia ”durante il ritorno al luogo di nidificazione, il periodo della nidificazione e le fasi della riproduzione e della dipendenza degli uccelli”. E se il neo presidente della regione Veneto, Luca Zaia, si e’ semplicemente detto ”d’accordo” con il testo votato, e Paolo Russo, presidente della commissione Agricoltura parla di ”intelligente federalismo venatorio che trova una sintesi scientifica nazionale nell’Ispra”, non e’ mancato chi dalla maggioranza ha votato con l’opposizione, come Basilio Catanoso, che si augura ”che l’errore compiuto oggi in Commissione possa trovare rimedio nell’aula di Montecitorio”.[Ansa]

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