Salvato un Lupo avvelenato in Provincia di Parma

5 aprile 2010 NaturaParchi

lupoReno, così è stato chiamato un giovane maschio di Lupo di circa un anno di età trovato agonizzante nei pressi dell’abitato di Reno nel comune di Tizzano in Provincia di Parma a seguito di avvelenamento. Il pronto intervento del Dott. Mario Andreani, medico veterinario incaricato dalla Provincia  di Parma, coadiuvato dal personale del Corpo Forestale dello Stato  e dal personale del Centro Recupero Animali Selvatici del Parco Regionale Boschi di Carrega, ha permesso di salvare il lupo da morte certa, anche grazie alla collaborazione e agli esami specialistici della Clinica Veterinaria San Francesco di Langhirano. Dopo una breve convalescenza presso le strutture del Centro Recupero Animali Selvatici Boschi di Carrega (Sala Baganza- PR), diretto dalla Direttrice del Parco Dott.sa Margherita Corradi e autorizzato alla detenzione della specie Lupo dalla Provincia di Parma, l’animale è stato reimmesso in natura.  Il Parco nazionale dell’Appennino tosco-emiliano, che gestisce un progetto di monitoraggio della presenza dei branchi locali di Lupo direttamente finanziato dalla Commissione Europea attraverso lo strumento finanziario Life plus, ha prontamente messo a disposizione un radio-collare GPS-GSM di ultimissima generazione attraverso il quale è ora possibile monitorare a distanza gli spostamenti in natura del giovane lupo. Il piccolo radio-collare è infatti dotato di un ricevitore GPS che ad intervalli regolari è in grado di inviare ad un centro di smistamento internazionale (Svezia) messaggi (sms) contenenti le localizzazioni del lupo. Il centro di smistamento a sua volta provvede ad inoltrare in automatico, via e-mail, le localizzazioni del lupo alla posta elettronica dell’ufficio conservazione del Parco nazionale. Dal giorno del suo inserimento in natura lo staff del Progetto Life EX-TRA del Parco nazionale provvede alla trasformazione dei dati contenuti nei messaggi inviati dal radio-collare ed al plottaggio delle localizzazioni sulla cartografia digitale del proprio Sistema Informativo Territoriale e conseguentemente all’invio delle informazioni ai componenti il gruppo di lavoro coinvolto nell’operazione di rilascio e monitoraggio dell’animale, costituito dagli staff tecnici del Parco nazionale dell’Appennino tosco-emiliano e del Parco Regionale Boschi di Carrega. In questo primo periodo il radio-collare è stato programmato per localizzare la posizione dell’animale ad intervalli regolari di quattro ore (n. 6 localizzazioni al giorno).  Nel febbraio del 2004, sempre in provincia di Parma, una analoga situazione aveva portato a radiomarcare un giovane maschio (M15) che dopo il rilascio in natura intraprese una lunga dispersione che lo portò a valicare alcuni mesi dopo il suo rilascio  il confine italo-francese nei pressi del Colle di Tenda in provincia di Cuneo.

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