Sibillini, incentivi per l’assistenza e la prevenzione sanitaria del bestiame pascolante

23 marzo 2010 Parchi

mucche-al-pascoloConservazione di specie animali e salvaguardia delle attività silvo–pastorali tradizionali: due finalità statutarie che il Parco Nazionale dei Monti Sibillini ha deciso di perseguire avvalendosi della collaborazione dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell’Umbria e delle Marche (IZS) e del coinvolgimento diretto di allevatori e dei Servizi veterinari del territorio. Per tale motivo, a novembre del 2009, il Parco e l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale hanno sottoscritto un Protocollo d’Intesa con lo scopo di favorire reciproche forme di collaborazione nei settori di attività e di ricerca comuni, soprattutto in relazione alla prevenzione dei rischi sanitari del bestiame pascolante e, conseguentemente, alla tutela delle specie faunistiche di interesse comunitario che possono utilizzare gli stessi pascoli. Nell’ambito di tale intesa, il Parco ha avviato un programma di interventi di assistenza sanitaria e migliorativi nei confronti di ovini e bovini che pascolano in prossimità delle aree frequentate dagli esemplari di camoscio appenninico reintrodotti a partire dal 2008. In particolare il programma – che rientra tra le misure necessarie per la conservazione di questa specie tuttora considerata vulnerabile – prevede il potenziamento degli interventi di prevenzione e il rimborso, da parte del Parco, delle spese sostenute dagli allevatori per i trattamenti antiparassitari e vaccinali sui propri animali. Lo scorso  9 marzo sono stati, quindi, incontrati gli allevatori, selezionati sulla base dei dati delle aree pascolo forniti dal Coordinamento Territoriale per l’Ambiente del Corpo Forestale dello Stato. Nell’incontro – al quale hanno partecipato anche i tecnici e i veterinari del Parco e dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale, oltre che il personale del Corpo Forestale dello Stato – sono state definite congiuntamente le modalità operative per l’attuazione del progetto, accolto favorevolmente dagli allevatori.  Si tratta quindi di un risultato importante verso la costruzione di rapporto sempre più stretto di collaborazione tra il Parco, l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale e gli allevatori, volta a conciliare lo sviluppo delle attività pastorali tradizionali con la conservazione della fauna selvatica.[ fonte: ufficio stampa P.N. Monti Sibillini]

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