Wilderness Pollino, “uova giganti” sul Pollino: uno scempio assolutamente da evitare

13 marzo 2010 Parchi

ofiolite-parco-nazionale-del-pollino1Interviene l’Associazione Italiana Wilderness sul progetto “ArtePollino”. Questo progetto – scrive il responsabile dell’associazione ambientalista – è un ambizioso (e costosissimo) progetto voluto dalla regione Basilicata e dall’ Unione Europea con l’obiettivo di installare opere d’arte contemporanea  sul territorio del Pollino, al fine di “integrarle” nell’ambiente naturale, con il coinvolgimento di famosi artisti internazionali. Dal sito www.artepollinobasilicata.it  nella sezione le domande, si illustrano le prospettive dello sviluppo locale fondato sull’arte contemporanea. Per gli ideatori di questo pomposo e rivoluzionario progetto veniamo a sapere curiosamente che tra i fini di un Parco Nazionale non c’ è la protezione  e la tutela dei suoi tesori naturalistici, anche con riguardo al rispetto delle generazioni future:  “appare utile interrogarsi ancora oggi su cosa dovrebbe essere un parco naturale: una biosfera di vetro nella quale è chiuso un pezzo di paesaggio da conservare integralmente, così com’è, per le prossime generazioni, abbandonando tutto il resto del territorio al degrado? E’ tuttavia davvero “naturale” pensare ad un luogo immutabile nel tempo?”. I Parchi Nazionali, secondo le idee a dir poco originali di ArtePollino, non sono aree destinate a proteggere la natura selvaggia (nel rispetto dei diritti delle comunità locali e ai fini di uno sviluppo fondato sul turismo sostenibile, l’agricoltura , la valorizzazione del patrimonio artistico-culturale ecc.). Secondo questa bizzarra concezione i parchi “dovrebbero essere dunque soprattutto luoghi di sperimentazione; non più fortezze assediate ai margini dal mondo “normale” ma laboratori di avanguardia dove proporre sistemi efficaci [?] che possono essere riconosciuti come buone pratiche [?] da applicare anche al di fuori dei confini del parco”. L’intento di ArtePollino è davvero lodevole ma risulta alquanto astratto: “se non vogliamo condannare le prossime generazioni a pagare le conseguenze delle nostre azioni è anzi necessario scoprire nuovi modi alternativi per realizzare uno sviluppo virtuoso che sia in grado di rendere armoniche le azioni umane con i cicli naturali ” ArtePollino si preoccupa delle nuove generazioni, ma i giovani stanno già emigrando da tempo proprio a causa dell’inconcludenza delle politiche regionali relative alle aree protette e alla gestione dei Parchi Nazionali, di cui ArtePollino è un esempio significativo! ArtePollino cita l’armonia con i cicli naturali, ma queste opere non fanno altro che produrre disarmonia, visto il forte impatto visivo che presentano sul paesaggio! Recentemetne sono già stati spesi milioni di euro durante la prima edizione di ArtePollino, per realizzare vistosissime  “opere d’arte” che dovrebbero far decollare nei parchi questo nuovo e non meglio precisato programma di sviluppo. Vanno ricordate le opere già realizzate: la giostra di Cristen Holler a San Severino Lucano, un Teatro Vegetale che ha spianato un’area boschiva nei pressi del Sarmento, vicino Noepoli (fu sequestrato tra l’altro anche dal Corpo Forestale) , un cinema-bunker a Latronico. Ma vengo al motivo principale che mi ha spinto a scrivere questa lettera.  La seconda edizione di ArtePollino è davvero allarmante, in quanto  prevede l’installazione di una famigerata opera d’arte in una delle aree più belle ed integre del Parco. Ecco  quello che si legge sul sito di ArtePollino: “invece Nils-Udo, artista tedesco ha individuato una collina rocciosa, con la cima ricoperta d’erba, situata tra Casa del Conte e Aquatremola in territorio di Terranova del Pollino. Sull’altopiano vorrebbe disporre cinque uova giganti di pietra, che si possano vedere da lontano. Sotto le uova vorrebbe mettere un tappetino di ghiaia per sottolineare il contrasto di colore delle uova rispetto alla Pietra Capanna”.  Le uova giganti dovrebbero essere installate sullo splendido “panettone” di ofiolite che ha alle spalle l’ancora più splendido, integro e selvaggio scenario delle foreste di Cugno dell’Acero che risalgono fino alle rupi e ai pini loricati della Serra di Crispo. Roba da far venire il voltastomaco perché rappresenta uno sfregio ad uno dei paesaggi wilderness più belli dell’intero Parco Nazionale! E aggiungo di più: sarebbe un’offesa oltre che al paesaggio anche alla dignità delle popolazioni locali. L’artista Nils-Udo mettesse  le “uova” a casa sua, e non vada in giro a fare soldi imbrattando il nostro territorio con quest’arte degenerata e di pessimo gusto!!!  Altra cosa va affermata. Gli ingenti fondi pubblici che vengono spesi per questi progetti  potrebbero essere utilizzati  in altri modi, soprattutto in un’ epoca – com’è questa –  di crisi sociale profonda per le popolazioni del Pollino: ciò è assolutamente immorale!  In secondo luogo questo progetto è calato totalmente dall’alto, senza la partecipazione e il consenso generale delle comnunità locali, ridotte così al ruolo di spettatori passivi. Ma oltre al discorso sugli sprechi e sulle modalità a mio avviso poco democratiche con cui va avanti ArtePollino, c’è soprattutto quello relativo all’impatto sul paesaggio montano. Si vuole permettere ad artisti stravaganti, totalmente avulsi dal contesto ambientale e culturale del nostro territorio  (e a quanto pare con una scarsissima sensibilità ambientale)  di modificare ed imbrattare il paesaggio dei nostri boschi e delle nostre valli! Vorrei poi concretamente comprendere la natura del tipo di sviluppo occupazionale ed economico che queste opere dovrebbero assicurare… vorrei che qualcuno me lo spiegasse perché non l’ho ancora capito. Un visitatore del Pollino non si fa tanti chilometri per vedere un’opera d’arte postmoderna dal dubbio gusto estetico – conclude il rappresentante dell’associazione italiana Wilderness – anzi potrebbe anche essere irritato dall’impatto negativo che ha sul paesaggio! Un turista vuole farsi la sua escursione in pace, sciare, scoprire le tradizioni popolari dei paesi, mangiare in un agriturismo… Le opere d’arte sul Pollino le abbiamo già e sono i suoi immensi tesori naturalistici, la sua natura incontaminata, la ricchezza di biodiversità, il paesaggio agreste delle valli, la sua storia e la sua cultura, la possibilità di sperimentare ancora oggi quelle sensazioni che si provano a contatto con la natura selvaggia!
In un Parco Nazionale degno di questo nome opere come quella di Nils-Udo dovrebbero essere semplicemente vietate! L’Associazione fa appello a tutti coloro che vivono e amano il Pollino, escursionisti,  giovani, ambientalisti, contadini e pastori, isegnanti e casalinghe, politici ecc. di opporsi e di scongiurare il progetto scellerato delle “Uova Giganti” ! Riprendiamoci il nostro territorio e difendiamo la bellezza e la dignità del Pollino! [Saverio De Marco – Associazione Italiana Wilderness]

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