LAMBRO; WWF, GRAVE MINACCIA PER IL PO

24 febbraio 2010 Parchi

fiume-lambroLo sversamento nel Lambro di 600 mila litri di gasolio dalle cisterne dell’ex raffineria di Villasanta puo’ essere il colpo di grazia per un fiume da decenni in un vergognoso stato di degrado, denuncia il Wwf. ”L’onda nera, che intanto prosegue il suo viaggio, rappresenta una gravissima minaccia non solo per gli abitanti dei comuni rivieraschi, ma per tutto l’ecosistema del Parco regionale della Valle del Lambro, del Parco di Monza (il piu’ grande Parco urbano d’Europa e una delle aree naturalistiche-paesaggistiche piu’ belle della Lombardia) e soprattutto del piu’ ampio ecosistema del Po. I  danni ambientali saranno a catena per centinaia di chilometri a valle che non risparmieranno nemmeno alcuni siti di interesse comunitario (SIC) presenti lungo il Po”, scrive l’organizzazione ecologista in un comunicato preannunciando che si costituira’ parte civile contro i responsabili dello scempio. Le prime a essere direttamente colpite sono le specie acquatiche, pesci, anatre selvatiche, le colonie di aironi che proprio in questi giorni hanno iniziato a nidificare sulle sponde del Po. Sono decine gli animali ripescati senza vita. In allerta il Centro di Recupero Animali Selvatici WWF di Vanzago, dove gia’ ieri sono stati portati i primi germani reali interamente coperti di gasolio che verranno curati dai veterinari del centro. Purtroppo i danni di questo sversamento – sottolineano gli esperti – si ripercuoteranno su tutta la catena alimentare, con conseguenze che dureranno nel tempo, e si registrano gia’ gravissime conseguenze sul settore agricolo che gravita intorno al sistema fluviale. Il Wwf ricorda che il Lambro e’ uno dei fiumi piu’ inquinati d’Italia e continua a portare un contributo di veleni insopportabile per il Po. E’ dagli anni ’70 che il Lambro e’ oggetto di ‘cure’, con investimenti pari a circa 5.000 miliardi di vecchie lire per il suo risanamento. Nel 1988 era stato istituito un Piano straordinario di bonifica ‘Lambro-Seveso-Olona’ per riqualificare i tre fiumi piu’ importanti e piu’ degradati dell’area milanese, ma il piano non e’ mai stato realizzato. Lo stesso piano di tutela delle acque regionale ha rinunciato esplicitamente alla possibilita’ di un serio recupero del fiume, affermando che sarebbe comunque impossibile entro il 2015 raggiungere il ”buono stato ecologico” richiesto dall’Europa con la Direttiva quadro acque, 2000/60/CE. Dopo la dichiarazione di ‘morte biologica’ del Lambro, l’entrata in funzione dei 3 depuratori milanesi ha ridato al fiume una seppur minima vitalita’, ma questo non basta certo per salvare la situazione. ”Per rimediare a questo disastro ambientale, non bastera’ bonificare le macchie nere, si dovra’ anche ricreare un habitat naturale capace di sostenersi”, ha dichiarato Stefano Leoni, Presidente del WWF Italia. (ANSA).

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