WWF, A RISCHIO AMBIENTE E SALUTE DA AMPLIAMENTO CEMENTIFICIO DI BARILE (PZ)

23 febbraio 2010 Ambiente

monte-vultureIl WWF Basilicata esprime la propria forte preoccupazione per gli sviluppi di una vicenda che sta interessando il comprensorio del Vulture ed in particolare il comune di Barile dove un impianto industriale cementiero della Costantinopoli srl, attivo già da diversi anni, intende ampliare la propria produzione ed utilizzare il CDR (combustibile derivato da rifiuti) come combustibile. La scelta di aggiungere il CDR alla miscela di altri combustibili fossili già utilizzati scaturisce da una convenienza prettamente economica dell’azienda grazie alle premialità derivanti da una distorta e da sempre contestata normativa nazionale che equipara questo materiale ai combustibili di origine organica  e naturale. In realtà impiegare questo combustibile significa bruciare i diversi composti organici contenuti nei rifiuti in un forno per cemento che svolge la funzione di inceneritore determinando tutta una serie di ulteriori rischi di inquinamento e contaminazione ambientale a causa della generazione di gas tossici, diossine e dibenzofurani cancerogeni e mutageni, particolato e nanopolveri notoriamente cancerogene oltre a metalli pesanti volatili tossici, SO2, NOx e Mercurio. L’ampliamento dell’impianto in questione, inoltre, aumenterebbe in modo esponenziale tali rischi per tutta l’area interessata ed in particolare per il centro abitato di Barile che dista appena 600 metri dalla sua ciminiera. Bisogna inoltre evidenziare che il sito dove è ubicato il cementificio si  colloca a ridosso delle pendici del Monte Vulture, un’area di straordinario interesse naturalistico e paesaggistico tutelata da una ZPS (Zona a Protezione Speciale) i cui confini distano appena 1500 metri dall’impianto. Considerando inoltre che il territorio barilese è caratterizzato dalla produzione dell’aglianico DOC e che buona parte della propria economia si  basa proprio sulla produzione di vini e olio pregiati, riteniamo come WWF che un intervento di ampliamento dell’impianto e un utilizzo di CDR risultino ampiamente incompatibili con la reale vocazione economico-produttiva e le peculiarità ambientali e paesaggistiche dell’area.
Per questi motivi il WWF chiede al Sindaco di Barile di intervenire a tutela della salute dei cittadini del proprio comune chiedendo puntuali controlli sulle attuali emissioni dell’impianto ed adoperarsi per evitare l’ampliamento prospettato. Il WWF inoltre ha anche richiesto alla Regione Basilicata gli atti relativi al progetto di ampliamento della cava Pozzolana a Barile, cava a servizio del cementificio, ugualmente preoccupato per gli impatti ambientali che si aggiungerebbero alla situazione sopra descritta, riservandosi un intervento puntuale sulla proposta progettuale presentata.

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