MEDITERRE, IL BILANCIO DELLE ATTIVITA’ DEI PARCHI

16 febbraio 2010 Parchi

parco nazionale Appennino lucano massiccio del SirinoIl Presidente di Federparchi, Sammuri, traccia il bilancio di Mediterre 2010: ‘I Parchi: una risorsa per l’Italia in termini di sostenibilità’. Migliaia di visitatori per quattro giorni di dibattito, animati da cinque convegni e ben diciotto workshop sui temi della sostenibilità, del turismo ecocompatibile, della green economy e del clima all’indomani di Copenaghen. Questo il bilancio di Mediterre 2010 “Sostenibili. Adesso.”, la sesta edizione della manifestazione organizzata dalla Regione Puglia e da Federparchi che si è svolta presso la Cittadella della Cultura di Bari. Ad animare le giornate baresi un dibattito qualificato con la presenza di studiosi e autorità internazionali, a cui hanno partecipato relatori provenienti da undici paesi del bacino del Mediterraneo, ed eventi come la Conferenza Nazionale delle Aree Marine Protette; l’Assemblea Nazionale delle Aree Protette associate in Federparchi e ancora manifestazioni culturali, mostre collettive e laboratori didattici. “Questa edizione” commenta il Presidente di Federparchi Giampiero Sammuri “è stata particolarmente importante per il rapporto che si è sviluppato tra Federparchi e la Regione Puglia, che ha permesso di dare vita ad un evento di alto livello, che ha confermato anche quest’anno il successo della manifestazione”.  “Il primo dato che voglio richiamare infatti è quello della partecipazione” continua Sammuri “c’è stata grande attenzione e grande voglia di impegno, il segno principale che la manifestazione è riuscita a porsi in perfetta sintonia con una sensibilità ambientale sempre più diffusa”. “Mediterre è servita da vetrina per il mondo dei parchi” prosegue Sammuri “che hanno potuto evidenziare la loro capacità di ricercare soluzioni; di combinare partecipazione, sviluppo e sostenibilità ambientale; di introdurre innovazioni produttive e tecnologiche”.  Unico rammarico, a giudizio di Sammuri, l’assenza agli incontri di rappresentanti ufficiali del Ministero dell’Ambiente. “Credo sia stata un’occasione persa, per il Ministero, di confrontarsi con una platea di scienziati, di esperti, di operatori del settore e di semplici interessati a conoscere ciò che il governo sta programmando e facendo. Si trattava, in fondo, del primo appuntamento italiano dell’Anno mondiale della Biodiversità; il primo anche, a questo livello, dopo il vertice di Copenaghen”. L’ultima riflessione riguarda il mondo proprio di Federparchi, quello delle Aree protette. Sammuri non nasconde le difficoltà che esse stanno attraversando e indica nei contenuti affrontati a Mediterre il terreno per un rilancio. “Il nostro è un movimento dalle potenzialità enormi” ha sottolineato Sammuri “che soffre a causa di aspetti normativi e strutturali non aggiornati e per la scarsità delle risorse economiche”. “Mediterre è servita a illustrare” ha concluso Sammuri “alcune strade da percorrere per fare dei parchi un volano di sostenibilità e di buona amministrazione. Sono strade che in molti casi non costano ma che anzi fanno risparmiare. E proprio il confronto di Mediterre ci ha detto che, grazie ai parchi, potremmo essere un passo in avanti sulla scena internazionale”.

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