OASI SAN GIULIANO (MT), LA COMMISSIONE EUROPEA SOSPENDA L’EFFICACIA DEL REGOLAMENTO

2 febbraio 2010 Parchi

oasi-san-giulianoLa OLA (Organizzazione Lucana Ambientalista) interviene nuovamente sulla questione del Regolamento dell’Oasi San Giuliano, ove permangono doppiezze istituzionali tese a favorire progetti ed una fruizione incompatibile con la gestione dell’area protetta. Si ricorderà come la Provincia di Matera  abbia modificato  il Regolamento della Riserva Naturale Orientata San Giuliano di cui all’art.5 della Legge Regionale istitutiva n.39 del 10 aprile 2000. Queste modifiche permettono di esercitare in maniera più ampia la pesca sportiva, già comunque largamente praticata, con attività nautiche all’interno del sito Natura 2000, a danno degli obiettivi prioritari di conservazione della biodiversità per i quali esso è stato istituito. L’Oasi San Giuliano è riconosciuta, infatti, come sito Ramsar (Zona Umida di Interesse Internazionale), dichiarata dalla stessa Regione Basilicata Oasi di Protezione della Fauna già dal 1976 per l’importanza ornitologica, Sito di Importanza Comunitaria (SIC IT9220144) e Zona di Protezione Speciale (ZPS IT9220144). Il Consiglio Provinciale ha deliberato, a suo tempo, di dare efficacia alla modifica regolamentare solo dopo che Dipartimento Ambiente della Regione Basilicata ed Ufficio Ramsar della Comunità Europea avessero dato parere favorevole. La OLA è già di recente intervenuta  prendendo posizione accanto ad alcune associazioni ambientaliste (Altura, Asoim, Associazione Trekking Falco Naumanni, FAI, Legambiente, LIPU, Movimento Azzurro, WWF) ed ha preso atto che su sollecitazione delle stesse vi sia stato il parere positivo espresso dall’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) circa la “validità tecnica” delle considerazioni formulate dalle suddette associazioni. L’ISPRA ha manifestato, infatti, viva preoccupazione sulla modifica del Regolamento la cui attuazione minaccia ambienti di prioritario interesse naturalistico. Ma anche questi inviti da parte di Organismi Scientifici, come al solito, restano inascoltati dalle nostre istituzioni oggi interessate ad altro. Le attività introdotte dal Regolamento varato dalla Provincia di Matera non sono state sottoposte alla obbligatoria Valutazione di Incidenza. La Riserva di San Giuliano – evidenzia la OLA – in quanto ZPS e SIC, ha consentito alla Provincia di Matera di ricevere finanziamenti dalla Comunità Europea per diversi Progetti LIFE. Oggi con conclamata disattenzione e presunte argomentazioni giuridiche il Dipartimento Ambiente della Regione Basilicata ha espresso un parere favorevole alle modifiche apportate al Regolamento e la Provincia di Matera, ignorando i “subordini” espressi in delibera consiliare (richiesta di formale parere all?Ufficio Ramsar della Comunità Europea), si accinge a dare esecuzione ad un provvedimento pur in assenza di un piano di gestione della Riserva. Si dichiarano in sostanza norme comportamentali sulla carta, ben sapendo, sin dall?inizio, che verranno disattese. E’ il caso della Regione, nel momento in cui subordina la navigazione ai periodi di nidificazione (abbastanza certi) ed a quelli di passo delle specie migratrici, ignorando, volutamente,  che la riserva di S. Giuliano è divenuta, perché preservata fino ad ora, una “portaerei”, un ponte aperto tutto l’anno per quelle specie di uccelli rare e minacciate di estinzione che spesso, poi, restano stanziali. Quello che non è più rinviabile, se davvero si vuole preservare e valorizzare l’area, è attrezzare in maniera sollecita un serio piano di gestione per il quale l’ISPRA si è offerto di collaborare, attuando una corretta e consona fruizione naturalistica. La OLA investirà della problematica il competente ufficio europeo affinchè verifichi se esistono ancora in sede di Regione e Provincia di Matera le volontà per preservare concretamente l’area protetta da azioni non compatibili che la snaturerebbero, chiedendo una verifica anche sull’uso dei fondi europei messi a disposizione per San Giuliano e se questi fondi siano stati spesi in maniera coerente con le finalità di conservazione.

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