NO AL CEMENTO E AGLI AFFARI NELLE OASI PROTETTE IN BASILICATA

6 gennaio 2010 Parchi

san_giulianoLa Ola, Organizzazione Lucana Ambientalista, coordinamento apartitico di associazioni e comitati dei cittadini denuncia l’ennesimo stravolgimento delle leggi di tutela,  ancora una volta attuato attraverso una programmazione regionale che tende a consentire, all’interno delle aree protette regionali, con l’avvallo degli enti territoriali, delle Province e della stessa Regione Basilicata, opere ed attività in contrasto con le finalità istitutive delle aree protette destinate invece a salvaguardare prioritariamente le peculiarità ambientali, paesaggistiche e naturali. Infatti la Regione Basilicata con la “fruibilità eco-compatibile degli invasi lucani” di cui all’art. 39 della L.R. 20 del 6 Agosto 2008 ha esteso la possibilità di attuare interventi in ambienti “naturali ed artificiali nelle more della emanazione di apposita normativa e nel rispetto delle disposizioni legislative e regolamentari vigenti” con emplici “conferenze di Servizi”. Tradotto dal “burocratese” si è consentito con l’emanazione di questa norma, ad esempio, che l’Assessorato alle Aree Protette della Provincia di Matera, evidentemente stimolato dalla ghiotta occasione, di modificare il Regolamento della Riserva Naturale, Zona Umida di Interesse Internazionale, nonché SIC e ZPS, permettendo di praticare senza limitazioni, la pesca sportiva (consentendo quella notturna con tende e  bivacchi), già comunque largamente praticata e persino attività nautiche all’interno del sito Natura 2000 a danno degli obiettivi prioritari di conservazione della biodiversità per i quali il sito è stato istituito. Sempre con lo stesso stratagemma potremo assistere allo stravolgimento delle finalità di altre aree regionali e zone umide tutelate, quali il Lago di Pignola (Riserva Naturale e Zona Umida di Importanza Internazionale), il Lago del Pertusillo (SIC-ZPS nel Parco dell’Appenino Lucano), Lago Laudemio (Area inserita nel P.N. Appennino Lucano), Bosco Pantano di Policoro (Riserva Naturale Regionale – SIC e ZPS), Lago Laudemio (Area nel P.N. del Pollino) che, da domani, potrebbero essere trasformate in “acqua park e disneyland”, con porticcioli, attracchi, bivacchi, chiostri, giostrine e quant’altro, senza che vengano considerate le diverse dimensioni, le peculiarità naturali e soprattutto le norme di salvaguardia vigenti. Questo tentativo – evidenzia la OLA – palesa interessi milionari legati ad appalti e finanziamenti pubblici rinvenienti anche da fondi europei per le attività turistiche nelle aree protette la cui gestione naturalistica viene invece lasciata senza fondi pubblici. Questa programmazione – secondo la OLA -è destinata ad incentivare un malinteso sviluppo turistico ed un concetto distorto di “compatibilità e sostenibilità” propugnato dalla Regione Basilicata sotto l’impulso dell’Agenzia Turistica Regionale, proprio mentre la stessa Regione Basilicata spende soldi pubblici per monitorare scientificamente una cinquantina di siti di interesse naturalistico, 26 dei quali esterni ai Parchi e alle aree protette, utilizzando 2 milioni e seicentomila euro rivenienti dai POR 2000/2006. La OLA richiama la necessità che la Direzione Conservazione della Natura del Ministero dell’Ambiente verifichi, dal punto di vista della coerenza di impegni e programmi nell’ambito dell’intesa istituzionale tra Ministero e Regioni, l’operato dell’Assessorato Ambiente della Regione Basilicata per quanto attiene il possibile stravolgimento delle finalità istitutive delle aree protette regionali che come nel caso della Riserva di San Giuliano hanno ricevuto di recente, su sollecitazione delle associazioni ambientaliste, un parere negativo anche da parte dell’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) per quanto attiene la “validità tecnica” e le preoccupazioni manifestate sulla modifica del Regolamento ed i progetti che riguardano l’Oasi di San Giuliano (MT) che minacciano specie e ambienti prioritari di interesse naturalistico. Alla luce di ciò la OLA invita l’Assessore all’Ambiente della Regione Basilicata, Vincenzo Santochirico e quello all’Aree Protette delle due Province di Potenza e Matera, rispettivamente Massimo Macchia e Giovanni Bonelli, a perseguire politiche coerenti tese prioritariamente alla salvaguardia ambientale delle aree protette lucane richiamando la necessità che esse vengano tutelate per i valori ambientali preminenti. [fonte: OLA – Organizzazione Lucana Ambientalista] 

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