RAMSAR; NUOVA ZONA ITALIANA A ALTA PROTEZIONE

28 settembre 2009 Natura

palude_brusa1Con un decreto del ministro dell’Ambiente la zona umida Palude del Brusa’ – Le Vallette, ubicata nel comune di Cerea, in provincia di Verona, e’ stata ufficialmente dichiarata di importanza internazionale ai sensi e per gli effetti della Convenzione relativa alle zone umide di importanza internazionale, soprattutto come habitat degli uccelli acquatici”, firmata a Ramsar il 2 febbraio 1971. Il ministero dell’Ambiente della tutela del territorio e del mare, la regione Veneto, la provincia di Verona ed il comune di Cerea assicureranno, per quanto di propria competenza, il rispetto degli obiettivi di tutela previsti dalla convenzione di Ramsar nell’ambito del territorio soggetto a protezione. La Convenzione relativa alle zone umide di importanza internazionale soprattutto come habitat degli uccelli acquatici, firmata a Ramsar il 2 febbraio 1971 e’ entrata in vigore per l’Italia il 14 aprile 1977 ed e’ stata emendata e aggiornata dal successivo protocollo di emendamento, adottato a Parigi il 3 dicembre 1982 e reso esecutivo in Italia nel febbraio 1987. Il trattato prevede che le parti contraenti abbiano la facolta’ di aggiungere all’elenco delle zone umide identificate dalla convenzione, altre aree da sottoporre a tutela situate sul proprio territorio creando al loro interno delle riserve naturali, indipendentemente dal fatto se siano o meno riconosciute di importanza internazionale, e di assicurarne una adeguata protezione. Le parti e quindi anche il nostro Paese hanno sottoscritto l’ impegno a prestare particolare attenzione alla protezione delle zone che rivestono importanza per le specie migratrici in quanto aree di svernamento, raduno, alimentazione, riproduzione e muta. La zona umida denominata Palude del Brusa’ – Le Vallette rappresenta appunto una delle piu’ ampie aree paludose sopravissute alle opere di bonifica che hanno condotto all’ attuale assetto del Basso Veronese: sotto gli aspetti geomorfologici e’ costituita da un’area alluvionale originatasi dall’accumulo di sedimenti trasportati dai ghiacciai e dai corsi d’acqua atesini quaternari che hanno colmato le depressioni lagunari preesistenti, e rientra nel solco vallivo creato da un ramo dell’Adige, in seguito abbandonato e occupato dalle acque del Menago. Proprio per queste caratteristiche l’area e le sue qualita’ naturalistiche e’ individuabile tra i piu’ ben conservati esempi, nella pianura Padano-Veneta, dell’aspetto originario dei luoghi e che puo’ essere definita come l’ultima valle rimasta intatta dalla grande bonifica di quell’estesissimo sistema di aree umide che costituivano un tempo le valli grandi veronesi. La zone inoltre possiede caratteristiche di alto valore naturalistico per i suoi aspetti floristico-vegetazionali, caratterizzati da importanti fitocenosi e specie botaniche, ma soprattutto per l’avifauna acquatica, costituendo un irripetibile habitat di sosta, nidificazione e alimentazione per numerose specie di uccelli acquatici. Costituisce inoltre un habitat d’eccezione per altre componenti faunistiche, soprattutto rettili e anfibi. (ANSA).

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