OLA, LE TRIVELLE PETROLIFERE ALL’ASSALTO DEI CALANCHI LUCANI

19 settembre 2009 Parchi

calanchi-lucaniUna nuova richiesta di ricerche di idrocarburi è stata presentata dalla società Medoilgas Civita Ltd nell’area dei Calanchi. La società in questione – titolare del permesso “Montalbano Jonico” – in data 12 Maggio 2009 ha, infatti, depositato presso gli Uffici VIA del Dipartimento Ambiente della Regione Basilicata l’attivazione della procedura di “screening” della VIA (valuazione d’Impatto Ambientale) per ricerche di idrocarburi che prevedono, in questa fase, la perforazione del pozzo esplorativo denominato “Fiume Cavone 1 DIR”, ricadente nel territorio comunale di Pisticci, situato in piena area di reperimento per l’istituzione del Parco Regionale dei Calanchi.

La OLA (Organizzazione Lucana Ambientalista) – Coordinamento apartitico territoriale di Associazioni, Comitati, Movimenti e Cittadini – raccogliendo anche le istanze e le preoccupazione del Movimento NoScorie Trisaia – denuncia come nell’intenzione della Regione e delle compagnie petrolifere i Calanchi, oltre a confermarsi sito privilegiato per discariche legali ed illegali, centrali elettriche – tra cui quella a biomassa di Stigliano della Gavazzi Green Power – si apprestino a diventare territorio di conquista delle multinazionali petrolifere e forse anche sito dove realizzare il deposito nazionale delle scorie radioattive.

Chiunque interessato – si legge nell’avviso pubblicato sul Bollettino Regionale della Basilicata n.42 del 16 Settembre 2009 – può presentare entro 45 giorni, e cioè entro la data del 31 Novembre 2009, le proprie osservazioni al progetto della società Medoilgas Civita Ltd, inviando formale comunicazione agli Uffici del Dipartimento Ambiente della Regione Basilicata. L’area del permesso di ricerca “Montalbano Jonico” – è bene evidenziarlo – presenta valori paesaggistici e naturali di grande interesse, sottoposta a leggi di tutela che rischiano di essere surclassate dagli interessi delle onnipresenti compagnie petrolifere che stanno trasformando la Basilicata in una gruviera ed una discarica chimica a cielo aperto. [Fonte: OLA – Organizzazione Lucana Ambientalista]

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